Ct bloccato tra Maldini e Malagò, Pirlo difeso ma sotto pressione
La Figc rimane in stallo sulla nomina del commissario tecnico. Maldini sostiene Pirlo mentre Malagò spinge per alternative come Mancini e Conte, complicando i negoziati.

La Federcalcio italiana rimane paralizzata nella scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale, con il direttore tecnico Paolo Maldini stretto tra la difesa della candidatura di Andrea Pirlo e le pressioni del presidente Giovanni Malagò verso altre soluzioni. Un blocco negoziale che rispecchia spaccature profonde all’interno della federazione, dove considerazioni tecniche e politiche si intrecciano generando malumori crescenti.
Il quadro della situazione è complesso. Inizialmente Maldini aveva accettato l’incarico con una garanzia precisa: la possibilità di indicare personalmente il nuovo commissario tecnico. Quella che doveva essere una scelta calcistica è tuttavia naufragata sotto il peso di contraddizioni e critiche pubbliche. Se in principio il suo ruolo era sostenere Pirlo dal versante tecnico, ora si ritrova costretto a difendere una decisione finita nel mirino del dibattito.
La crisi vera è scoppiata quando sono emergono le polemiche relative ai rapporti di Pirlo con l’ambiente russo: l’ex centrocampista ricopre infatti il ruolo di global ambassador della società di scommesse Fonbet e intrattiene relazioni con l’oligarca Sergey Lomakin, presidente dello United Fc. Secondo quanto riportato, qualora la nomina andasse avanti, Pirlo dovrebbe abbandonare il suo incarico presso il bookmaker.
Le alternative che non convincono Maldini
Di fronte a questo marasma, Malagò ha iniziato a cercare strade alternative per sbloccare l’impasse. Tra i nomi circolati figurerebbero quelli di Roberto Mancini e Antonio Conte, due figure di spessore internazionale nel panorama calcistico. Tuttavia, né Mancini né Conte rappresenterebbero opzioni convincenti per Maldini, il quale mantiene ferma la sua preferenza verso Pirlo come architetto di un progetto di rinnovamento. Pirlo, infatti, era stato valutato come allenatore idoneo per un corso di lungo respiro capace di proporre un calcio moderno alla Nazionale.
L’intricato gioco negoziale rivela differenze di natura più profonda tra i due uomini al vertice della federazione. Malagò, abituato a gestire contesti dove lo sport e la politica risultano inevitabilmente interconnessi, sembra più propenso a una soluzione rapida e meno controversa. Maldini, invece, aveva enucleato una visione progettuale specifica e vede nella sua preservazione una questione di principio.
Lo stallo e la questione dei figli
Il quadro si complica ulteriormente con questioni di natura ancora diversa. Attorno al nuovo corso immaginato da Maldini e dal direttore Leonardo si è aperto infatti un secondo fronte di polemica: quello relativo ai rispettivi figli di Maldini e Pirlo, con risvolti normativi sulla compatibilità degli incarichi secondo la regolamentazione federale. Una controversia che, sebbene ancora sfuocata, rappresenta un ulteriore elemento di tensione nel dibattito pubblico.
Ciò che rende ancora più fragile la situazione è il dato che Maldini avrebbe seriamente valutato l’ipotesi di fare un passo indietro qualora il commissario tecnico saltasse. Non si tratta di una minaccia vuota: l’ex capitano del Milan ha accettato di guidare il progetto con la promessa di incidenza decisionale. Un cambio di rotta costituirebbe una frattura negli equilibri costruiti nelle ultime settimane, potenzialmente indebolendo l’intera operazione di rilancio della Nazionale. Il direttore tecnico, inoltre, si è schierato pubblicamente a difesa di Pirlo in relazione alle questioni russe, tentando di giustificare la tenuta della candidatura nonostante le critiche.
La sensazione è che il tempo stia per scadere. Malagò continua a ricercare soluzioni alternative mentre Maldini rimane barriera protettiva attorno a Pirlo. Nel mezzo, la Nazionale italiana attende risposte su una scelta che travalica l’ambito puramente sportivo, intrecciandosi con questioni di consenso pubblico, equilibri di potere interno e implicazioni internazionali.
