Domenico Arcuri smentisce accuse su mascherine e inchieste: «Non è mai stato un reato»
Domenico Arcuri smentisce accuse su mascherine e inchieste, sottolineando la mancanza di prove e il proscioglimento per abuso d’ufficio.

Domenico Arcuri, ex commissario per l’emergenza sanitaria, ha smentito in modo diretto e categorico le accuse rivolte alla struttura commissariale durante la gestione del Covid. «Mascherine farlocche? Falso», ha detto durante l’audizione in commissione, sottolineando che non ci sono mai state verifiche ufficiali su dispositivi inidonei né segnalazioni di anormalità. L’ex commissario ha messo in luce una discrasia tra le dichiarazioni ufficiali e quelle dei tecnici sentiti in audizione, sostenendo che le accuse sono state costruite per delegittimare la sua opera. La discussione si è svolta in un contesto di tensione tra le forze politiche, con il partito di Giorgia Meloni che ha accusato il governo Conte di «anni di fango, fake news e propaganda».
La gestione dell’emergenza e le procedure ordinarie
Arcuri ha ribadito che la gestione della crisi sanitaria fu un’emergenza senza precedenti, in cui le procedure ordinarie non erano sufficienti. «Avevamo una sola certezza: l’estrema necessità di mascherine, ventilatori e tamponi», ha spiegato, ricordando come il governo abbia fatto scendere in campo Consip e Prociv per reperire dispositivi. «In 50 giorni hanno reperito 2,8 milioni di mascherine, poco meno del fabbisogno di un giorno», ha sottolineato, sottolineando come la struttura commissariale fosse nata proprio per rispondere a questa emergenza.
La struttura commissariale fu creata per gestire un’emergenza senza precedenti.
Proscioglimento per abuso d’ufficio e inchieste giudiziarie
«Io ero stato indagato per l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio, per il quale è stata emessa sentenza di proscioglimento perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato», ha chiarito Arcuri, sottolineando che le inchieste giudiziarie si sono concluse con il proscioglimento di tutti gli indagati. «Questo procedimento si è concluso con il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste», ha aggiunto, sottolineando che non ci sono mai state prove di reati commessi.
Le inchieste si sono concluse con il proscioglimento di tutti gli indagati.
Arcuri ha anche annunciato di aver incardinato un’azione civile per il risarcimento danni contro la Jc Electronics, società finanziatrice del partito di Giorgia Meloni. «La società, vincitrice in primo grado di un procedimento civile dopo una controversia con la struttura commissariale, è stata risarcita dal governo con oltre 100 milioni», ha detto, sottolineando come la battaglia legale sia un modo per difendere i diritti acquisiti. «Nessuna maxi commessa per 1,25 miliardi di euro», ha aggiunto, ricordando che si trattava di 6 contratti e 28 aziende produttrici.
La discussione ha visto anche un intervento del meloniano Galeazzo Bignami, che ha sollevato polemiche sull’anticipazione della pubblicazione della relazione di Arcuri. «Come è possibile che sia già stata pubblicata (cioè su Il Tempo, ndr) la relazione di Arcuri?», ha chiesto, accusando il partito di FdI di usare il pretesto per delegittimare l’audizione. Per il pentastellato Alfonso Colucci, si tratterebbe di un tentativo di smontare la credibilità di Arcuri, ma l’ex commissario ha ribadito che i fatti parlano da soli. La battaglia legale e le accuse politiche continuano a segnare il dibattito sull’emergenza sanitaria. Arcuri ha ribadito che la sua opera fu un’azione necessaria per salvaguardare la salute pubblica, e che le accuse non hanno mai avuto fondamento. «Non è mai stato un reato», ha concluso, sottolineando che i fatti e i dati parlano chiaro.
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META: Domenico Arcuri smentisce accuse su mascherine e inchieste, sottolineando la mancanza di prove e il proscioglimento per abuso d’ufficio.
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Domenico Arcuri, ex commissario per l’emergenza sanitaria, ha smentito in modo diretto e categorico le accuse rivolte alla struttura commissariale durante la gestione del Covid. «Mascherine farlocche? Falso», ha detto durante l’audizione in commissione, sottolineando che non ci sono mai state verifiche ufficiali su dispositivi inidonei né segnalazioni di anormalità. L’ex commissario ha messo in luce una discrasia tra le dichiarazioni ufficiali e quelle dei tecnici sentiti in audizione, sostenendo che le accuse sono state costruite per delegittimare la sua opera.
