Mobilità sostenibile, il paradosso: i più anziani pedalano, i giovani scelgono l’auto

Un sondaggio di quasi mille risposte svela come la mobilità sostenibile dipenda da età, distanza e contesto.

Un gruppo di persone in bicicletta si sposta in provincia di Varese, con alcuni con i capelli grigi e altri in auto
Un gruppo di persone in bicicletta si sposta in provincia di Varese, con alcuni con i capelli grigi e altri in auto

Un sondaggio di quasi mille risposte ha rivelato un paradosso nella mobilità sostenibile: i più anziani scelgono la bicicletta, mentre i giovani preferiscono l’auto. L’indagine ha evidenziato come la scelta del mezzo di trasporto dipenda da fattori come l’età, la distanza tra casa e lavoro e la disponibilità di infrastrutture. Tra i rispondenti, il 9% vive a meno di 5 km dal posto di lavoro, un dato che mette in luce la limitata diffusione della mobilità ciclistica. La bicicletta, però, è il mezzo più usato da chi ha superato i 55 anni, mentre i giovani si affidano al treno o all’auto.

La bicicletta è il mezzo dei over 55

La bicicletta è il mezzo preferito da chi ha superato i 55 anni, con un picco del 22% tra chi ha più di 65 anni. Tra i 45 e i 54 anni, il tasso sale al 18%, diventando la seconda scelta dopo l’auto. I dati smentiscono l’immagine comune di un giovane che pedala al lavoro, rivelando che la scelta di usare la bicicletta è legata a una biografia personale, non a un’ideologia ecologica. Chi pedala ogni mattina verso il lavoro in provincia di Varese ha quasi sempre i capelli grigi.

Il treno vince sull’auto solo oltre i 60 km

Il treno supera l’auto solo quando la distanza supera i 60 km al giorno, con un 53% di preferenze rispetto al 39% dell’auto. Questo risultato svela una scelta razionale: a quelle distanze e con quei costi, il treno diventa la scelta obbligata per chi può permetterselo. Tra i giovani, invece, il treno è il mezzo più usato, con il 33% dei rispondenti under 25 che lo scelgono. Tra i 25 e i 44 anni, il treno si mantiene sopra il 30%, ma cala progressivamente con l’età.

La distanza è un fattore decisivo nella scelta del mezzo. Sotto i 5 km la bici domina (31%) e l’auto è appena al 16%. Tra i 5 e i 10 km la bici resta forte (30%), l’auto sale al 37%. Tra i 10 e i 20 km l’automobile balza al 51% e non smette più di crescere: tra i 20 e i 40 km è al 61%. Poi accade qualcosa di inatteso. Oltre i 60 chilometri al giorno, il treno supera l’auto.

Per chi abita a distanze ragionevoli, le risposte al sondaggio indicano che i percorsi più sicuri, le piste ciclabili e la doccia al lavoro sono le richieste più frequenti. Tuttavia, 325 rispondenti hanno dichiarato che non c’è nulla che potrebbe convincerli a usare la bicicletta, soprattutto chi percorre 40 o 60 km al giorno. La mobilità che funziona, dicono i numeri, deve partire dal contesto di ciascuno: la distanza, l’età, gli orari e la presenza di servizi al capolinea. Le politiche che ignorano questi fattori rischiano di parlare a vuoto. Il sondaggio è ancora aperto e mancano meno di novanta risposte alle mille inizialmente previste. Chiunque può partecipare e raccontare come si sposta ogni giorno per andare al lavoro o a studiare. La mobilità sostenibile, come dimostrano i dati, non è solo una questione di valori, ma di contesto e di scelte personali.