Riconversione dell’area industriale di Brindisi: 35 proposte per investimenti di 10 miliardi di euro

35 proposte per la riconversione dell’area industriale di Brindisi, con investimenti per 10 miliardi di euro e 2 mila nuovi posti di lavoro.

A Brindisi, 35 proposte per la riconversione dell'area industriale, con investimenti per 10 miliardi di euro e nuovi posti di lavoro
A Brindisi, 35 proposte per la riconversione dell’area industriale, con investimenti per 10 miliardi di euro e nuovi posti di lavoro

La riconversione dell’area industriale di Brindisi, con la centrale Enel “Federico II” di Cerano, ha visto l’approvazione di 35 proposte di investimento da parte di imprese, con un valore potenziale complessivo superiore a 10 miliardi di euro e la creazione di oltre 2 mila nuovi posti di lavoro. La riunione del Comitato di coordinamento, tenutasi a Roma il 29 luglio 2026, ha registrato un avanzamento significativo, con undici progetti già avviati o in fase avanzata di cantierabilità, per un totale di investimenti per 589 milioni di euro e 512 nuovi occupati.

Collaborazione tra ministeri per accelerare la riconversione

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha sottolineato l’importanza di accelerare la riconversione industriale dell’area di Brindisi, in vista della sentenza della corte d’appello che impone la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto. Urso ha sollecitato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a liberare le aree cantierabili per i nuovi progetti industriali. La risposta di Pichetto Fratin è stata positiva, condividendo l’interesse per la pronta riconversione dell’area.

Il confronto ha registrato una svolta decisiva sulla disponibilità delle aree: la risposta del ministro Pichetto Fratin alla sollecitazione di Urso consente ora di superare le incertezze sia per Brindisi sia per Civitavecchia e di definire, attraverso un cronoprogramma condiviso, tempi e modalità per rendere le superfici disponibili ai nuovi insediamenti industriali, nel rispetto delle esigenze di tutela ambientale.

Progetti in svariati settori tecnologici

I progetti presentati si concentrano principalmente sui settori della transizione energetica, dell’economia circolare, del trattamento delle acque, della cantieristica e dell’aerospazio. Tra i progetti illustrati, si segnala l’installazione del primo impianto in Italia per la manutenzione e la riparazione di componenti di turbine aeroderivative da parte di Aero Service Technology Italy, e la produzione di componenti in carbon-carbon per l’industria aeronautica da parte di Magnaghi Group-Salver.

Altri progetti riguardano il potenziamento delle produzioni di imballaggi e film flessibili da parte di Jindal Films Europe Brindisi e lo sviluppo delle attività di carpenteria metallica per grandi infrastrutture da parte di Scandiuzzi Steel Constructions. Il Mimit accompagnerà gli investimenti attraverso i Contratti di sviluppo e gli Accordi per l’innovazione, nel quadro delle opportunità offerte dalla Zes unica e dal relativo credito d’imposta. Per i progetti di minore dimensione, sarà attivato un bando con una dotazione iniziale di 11 milioni di euro, che potrà sostenere investimenti di ammontare più contenuti, con un ulteriore impatto occupazionale stimato in oltre 100 addetti a regime.

La Cisl ha espresso un giudizio positivo sull’avvenuta presentazione dei primi quattro progetti per la riconversione della centrale di Cerano. Il segretario Antonio Baldassare ha sottolineato l’importanza della disponibilità di ulteriori aree per nuovi progetti e l’imminente istituzione del Dipartimento di Ingegneria innovativa a Brindisi, a cura di Unisalento. La Cisl ha anche sollecitato l’attenzione per i profili lavorativi con competenze di base o non specializzate, che difficilmente potranno essere riqualificati, ma per i quali dovranno individuarsi risposte di nuova collocazione lavorativa. Il percorso, caratterizzato da un clima di proficua collaborazione e sintonia istituzionale, proseguirà con l’accompagnamento dei progetti previsti nel 2026. L’obiettivo è garantire una transizione industriale sostenibile, con un impatto positivo sia sull’economia locale che sul mercato del lavoro.