Operazione Termine, 65 indagati per traffico di droga e armi in Sardegna
Operazione Termine: 65 indagati per traffico di droga e armi in Sardegna

La maxi operazione Termine ha portato all’indagine preliminare per 65 persone accusate di traffico di droga e armi in Sardegna. L’udienza è fissata al 11 settembre, a seguito della richiesta del pm Danilo Tronci della Dda di Cagliari di rinvio a giudizio. L’inchiesta, condotta dai carabinieri, ha smantellato due organizzazioni criminali che movimentavano quintali di cocaina e eroina, con approvvigionamenti legati alla malavita albanese in regioni come Toscana e Veneto. I gruppi avevano armi potenti e avevano sequestrato persone per compravendite di cocaina andate male.
Il pentito e la rete di collaboratori
Il capobanda, Gian Paolo Locci, 57 anni, è stato considerato figura di spicco del gruppo. Ex agente della polizia penitenziaria, Locci ha avuto una carriera in giovane età, prima di finire nei guai per associazione mafiosa nell’inchiesta legata a Maria Ausilia Piroddi. È diventato collaboratore di giustizia e trasferito in una località protetta della Penisola. Dopo l’arresto di dieci mesi fa, Locci ha aiutato gli inquirenti a ritrovare 42 chili di cocaina sotterrati a Bari Sardo, insieme a un arsenale con kalashnikov, fucili a pompa, lanciagranate e 17mila euro in contanti.
Locci, assistito dall’avvocato Gennaro Di Michele, ha rivelato che il suo braccio destro era considerato Mino Marongiu, ucciso due anni fa in piazza Roma ad Arzana. Avevano rapporti stretti con narcotrafficanti albanesi per reperire cocaina e eroina. La rete di Locci includeva la compagna Debora Contini, residente a Tortolì, e collaboratori come Davide Carracoi, autista di Locci, e il figlio di Marongiu, Nicola, la cui posizione è stata stralciata dal filone.
Indagati e luoghi d’origine
Fra gli indagati figurano anche Graziano Usai e Federico Cualbu, entrambi di origine ogliastrina. Altri indagati sono presenti in diverse località della Sardegna, tra cui Sardara, Arzana, Girasole, Tortolì e Bari Sardo. Il pm Tronci ha indicato un elenco di altre persone da processare, tra cui Rossano Agnese, Gianluca Ballocco, Andrea Concu e molti altri, con origini in diverse città come Iglesias, Alà dei Sardi, Terralba e Carbonia.
La lista include anche figure di origine albanese e croata, come Rexhep Alla, Elton Calliku, Predag Vracar e altri. L’operazione ha coinvolto un numero elevato di indagati, con una presenza diffusa in tutta la regione. L’inchiesta ha messo in luce la complessità delle reti criminali che operano in Sardegna, con legami con la malavita albanese e l’uso di armi potenti. La maxi operazione Termine rappresenta un importante passo nella lotta al narcotraffico in Sardegna, con un numero record di indagati e un’attività investigativa intensa. L’udienza preliminare del 11 settembre segnerà un ulteriore passo avanti nella giustizia, con l’obiettivo di portare a processo tutti i soggetti coinvolti in questa complessa rete criminale.
La rete di Locci ha coinvolto collaboratori in diverse città della Sardegna.
La lista degli indagati include anche figure di origine albanese e croata.
