Caldo estremo e siccità: l’Europa affronta un’ondata di incendi e crisi idrica

L’Europa si prepara a un’ondata di incendi e crisi idrica a causa del caldo estremo e della siccità.

L’Europa affronta un’ondata di incendi e crisi idrica a causa del caldo estremo e della siccità
L’Europa affronta un’ondata di incendi e crisi idrica a causa del caldo estremo e della siccità

La siccità e il caldo estremo stanno mettendo a dura prova l’Europa, con un aumento significativo degli incendi che devastano aree boschive e agricole. La situazione è particolarmente critica in Francia, dove i vigili del fuoco tentano di arginare la ripresa delle fiamme nella Gironda, mentre il Belgio ha deciso di inviare squadre e aiuti per contrastare l’emergenza. L’Unione Europea ha segnalato un “rischio estremo” in Sardegna a partire dal 6 agosto, con l’ausilio dell’Ercc, il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze, che ha espresso la necessità di un intervento con aiuto aggiuntivo.

Incendi e siccità: un quadro di emergenza

La siccità, causata da mesi di carenza di piogge e nevicate, ha portato a livelli di umidità estremamente bassi in diversi Paesi. In Bulgaria, il Danubio ha visto un livello di acqua criticamente basso, con conseguenze gravi per la navigazione e la vita dei turisti. Un battello da crociera, la Viking Ullur, battente bandiera svizzera, è rimasto incagliato senza cibo né acqua potabile vicino al villaggio di Gomotartsi. La secca del fiume vicino al villaggio di Ryahovo ha portato alla luce resti di mammut, ritenuti una mandibola, due zanne e forse una costola, secondo il professor Nikolay Nenov.

La situazione è altrettanto drammatica in Grecia, dove tre pompieri sono morti in un incendio nel Peloponneso, mentre oltre 120 colleghi erano impegnati a Creta su un fronte di fuoco lungo 15 chilometri. In Spagna, i roghi attivi sono dieci, ma le autorità parlano di “evoluzione favorevole”. Nel sud-ovest della Turchia, invece, i roghi continuano a causare danni significativi.

La siccità ha reso le aree agricole e boschive particolarmente vulnerabili, con un rischio elevato di incendi.

Emergenza in Gran Bretagna e in Scozia

La Gran Bretagna affronta un’ondata di incendi, con il parco nazionale di Cairngorms in Scozia che ha visto la devastazione di boschi e brughiera. Tuttavia, il problema principale sembra essere la siccità, che ha portato a un’inedita assenza prolungata di precipitazioni su diverse zone del Paese. La siccità ha reso le aree agricole e boschive particolarmente vulnerabili, con un rischio elevato di incendi. La siccità ha anche avuto conseguenze dirette sulle attività fluviali. A Vidin, sulla sponda bulgara del Danubio, il livello del fiume è così basso che il letto si trova a meno di due metri dalla superficie, rendendo impossibile la navigazione per barconi fluviali. La Viking Ullur, con un pescaggio di solo 1 metro e 70, è rimasta bloccata senza accesso a cibo né acqua potabile.

La siccità ha reso le aree agricole e boschive particolarmente vulnerabili, con un rischio elevato di incendi.

L’Unione Europea ha lanciato un allarme per la Sardegna, dove si prevede un “rischio estremo” a partire dal 6 agosto. Maria Zuber, capo Unità dell’Ercc, ha spiegato che “è in quel periodo che pensiamo che potrebbe essere necessario” un’azione di contrasto con aiuto aggiuntivo. L’Italia, per ora, non ha chiesto aiuto al Centro di coordinamento della risposta alle emergenze, ma l’UE ha espresso la sua disponibilità a supportare gli Stati membri in caso di emergenza.