Due gemelli seviziati per quattro ore: il più piccolo ha 12 anni
Due gemelli quattordicenni seviziati per quattro ore in un campo di soia, il più piccolo ha 12 anni.

Due gemelli seviziati per quattro ore: il più piccolo ha 12 anni
Due gemelli quattordicenni sono stati seviziati per circa quattro ore in un campo di soia a Conegliano, in provincia di Treviso. L’episodio, che ha suscitato preoccupazione e indignazione, ha visto coinvolti ragazzi italiani, incensurati, che hanno attirato i due fratelli con un inganno. Secondo le ricostruzioni, i due ragazzi sono stati portati in un’area di proprietà di uno dei componenti del branco e sono stati accerchiati da un gruppo di adolescenti. L’aggressione, durata quattro ore, ha incluso violenze, minacce, umiliazioni e un furto di circa 15 euro e del telefono cellulare.
La famiglia ha presentato denuncia e consegnato video e chat agli investigatori. I filmati hanno permesso di identificare tutti i giovani coinvolti, che sono stati arrestati o indagati. I due gemelli erano stati accusati erroneamente di aver fatto la “spia” con il custode della chiesa in merito a una bravata avvenuta nei giorni precedenti, cosa che non era vera.
Il disagio giovanile torna al centro del dibattito
L’episodio ha riportato al centro del dibattito il tema del disagio giovanile, con un forte impatto emotivo e sociale. La famiglia ha deciso di rimanere nel comune nonostante la tensione creata dall’episodio. «Il loro unico pensiero è tutelare i loro figli e stargli vicino», ha spiegato il sindaco. La madre dei due ragazzi ha espresso il suo dolore e la sua determinazione a stare vicino ai figli. «Voglio dedicare tutto il mio tempo ai miei figli», ha detto.
Il sindaco ha condannato l’episodio come atto grave e ha chiesto interventi congiunti. L’evento ha portato a un vertice in prefettura per discutere misure di sicurezza e prevenzione della violenza. Le forze dell’ordine, le istituzioni e le famiglie sono state chiamate a collaborare per affrontare il problema del disagio giovanile. La situazione continua a essere sotto osservazione da parte delle autorità, con l’obiettivo di garantire sicurezza e prevenire futuri episodi di violenza. L’episodio di Conegliano rappresenta un campanello d’allarme per la comunità e un richiamo a tutti i soggetti coinvolti nella formazione e nel benessere dei giovani.
La famiglia ha deciso di rimanere nel comune nonostante la tensione creata dall’episodio. «Il loro unico pensiero è tutelare i loro figli e stargli vicino», ha spiegato il sindaco. La madre dei due ragazzi ha espresso il suo dolore e la sua determinazione a stare vicino ai figli. «Voglio dedicare tutto il mio tempo ai miei figli», ha detto. Le istituzioni e le famiglie devono collaborare per affrontare il problema del disagio giovanile. L’evento ha portato a un vertice in prefettura per discutere misure di sicurezza e prevenzione della violenza. Le forze dell’ordine, le istituzioni e le famiglie sono state chiamate a collaborare per affrontare il problema del disagio giovanile.
