Diamante, il food truck “Da Peppino” torna in strada dopo un anno di silenzio
Diamante, il food truck “Da Peppino” torna in strada dopo un anno di silenzio

Diamante, il food truck “Da Peppino” torna in strada dopo un anno di pausa, con un nuovo mezzo e una nuova offerta. L’appuntamento è fissato per venerdì 31 luglio, quando Giuseppe Santonocito, titolare dell’attività, tornerà a lavorare su viale Glauco, nel tratto del lungomare dove la sua attività era un punto di riferimento per residenti e turisti prima della tragedia del 6 agosto 2025. L’evento segna un ritorno dopo un periodo di riflessione e attenzione alle responsabilità derivanti dall’incidente che costò la vita a due persone e intossicò oltre venti consumatori.
Un nuovo food truck e una nuova filosofia
La riapertura avverrà con un mezzo diverso da quello coinvolto nella vicenda dello scorso anno. Il famigerato food truck rosso, finito sotto sequestro nell’ambito delle indagini e divenuto nei giorni successivi alla tragedia meta di un macabro pellegrinaggio da parte di centinaia di curiosi, resta sottoposto a sequestro giudiziario. Al suo posto entrerà in funzione un nuovo food truck bianco, acquistato successivamente. La scelta di un nuovo mezzo non è solo una questione logistica, ma anche una decisione etica, come ha spiegato Santonocito, che ha deciso di eliminare completamente i prodotti conservati sott’olio, concentrandosi sulla preparazione di panini con ingredienti freschi e sottoposti a controlli ancora più rigorosi.
La decisione di Santonocito è motivata da un rispetto profondo per le vittime e per chi ha rischiato di perderla. L’offerta sarà più essenziale, con ingredienti selezionati e limitati, e senza conservanti. Questo cambio di rotta rappresenta un passo importante per riacquisire la fiducia dei clienti e per garantire un servizio più sicuro e trasparente.
Indagini in corso e responsabilità in sospeso
La Procura di Paola, titolare dell’inchiesta ancora in pieno svolgimento, dovrà accertare se la potente tossina del clostridium botulinum era già contenuta nei barattoli dopo la produzione o se il batterio si formò in seguito per una presunta cattiva conservazione. I controlli eseguiti nell’azienda produttrice subito dopo la tragedia alimentarono la prima ipotesi, ma si tratta di una circostanza ancora al vaglio degli inquirenti, che dovrà essere verificata nel prosieguo delle indagini e nelle fasi processuali. La verità su come si è sviluppata la situazione resterà definita solo dopo l’esame delle prove e delle testimonianze. La tragedia, lo ricordiamo, costò la vita a due persone, Luigi Di Sarno, 52 anni di Cercola, e Tamara D’Acunto, 45enne del posto, e provocò l’intossicazione di oltre venti consumatori, tra cui anche diversi ragazzi molto giovani. Tutti, nelle sere precedenti, avevano consumato un panino con i broccoletti sott’olio acquistato al food truck di Viale Glauco.
Santonocito, assistito dagli avvocati Francesco Liserre e Natalia Branda, del Foro di Paola, avrebbe dunque atteso quasi un anno per riaprire la sua attività soltanto per questioni etiche e per rispetto delle persone che hanno perso la vita o che hanno rischiato di perderla dopo aver consumato un panino al suo food truck. La decisione di tornare in strada non è solo un atto di ripartenza, ma anche un segno di responsabilità e di volontà di rimettere in gioco la fiducia dei clienti, dopo un evento che ha scosso l’intera comunità di Diamante.
La ripartenza di Santonocito non è stata accompagnata da una revoca dell’autorizzazione amministrativa all’esercizio dell’attività commerciale, anche perché gli incessanti controlli eseguiti nei giorni successivi alla tragedia sul furgoncino rosso non hanno mai evidenziato carenze di igiene o inadempienze tali da costringere gli inquirenti a ritirare la licenza commerciale. La comunità di Diamante, ancora scossa dal dramma, osserva con attenzione il ritorno del food truck, sperando in un futuro più sicuro e trasparente. La decisione di Santonocito, pur matura e riflessiva, rappresenta un passo avanti verso la ripresa, ma la verità sull’incidente rimane ancora da chiarire.
