Revoca quattordicesima, pensioni ridotte per 24 mesi

Pensioni in riduzione per revoca quattordicesima, 24 mesi di trattenute.

Pensionati con revoca quattordicesima vedranno ridotte le pensioni per 24 mesi
Pensionati con revoca quattordicesima vedranno ridotte le pensioni per 24 mesi

La revoca quattordicesima ha portato a una riduzione del reddito pensionistico per un periodo di 24 mesi. L’INPS ha concluso i controlli su posizioni prive della dichiarazione dei redditi richiesta entro il termine previsto, e ha avviato il recupero delle somme già pagate. L’effetto si manifesta a partire da agosto 2026, con una riduzione progressiva del pensionamento per un periodo di due anni. L’importo effettivamente trattenuto varia da caso a caso, in base alla cifra ricevuta e alla posizione individuale.

Revoca quattordicesima: perché scatta il recupero

Il recupero nasce dal mancato invio delle informazioni reddituali necessarie a confermare il diritto alle somme già ricevute. L’articolo 35, comma 10-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, consente all’INPS di richiedere la restituzione degli importi quando il pensionato non trasmette i dati entro la scadenza. Nel caso esaminato, il termine era fissato al 19 settembre 2025. La mancata comunicazione ha portato all’attivazione del meccanismo di revoca.

Le trattenute e i piani di restituzione

Il recupero non avverrà in un’unica soluzione, ma sarà suddiviso in rate mensili. Da agosto 2026, l’INPS inizierà a sottrarre una quota direttamente dall’assegno pensionistico. Per la somma aggiuntiva collegata alla quattordicesima, il debito sarà suddiviso in 24 mensilità. Questa modalità riduce l’impatto immediato sul reddito disponibile, anche se comporta una pensione netta più bassa per due anni.

La revoca quattordicesima può riguardare sia gli importi liquidati nel 2021 al momento della prima attribuzione, sia quelli riconosciuti nel 2022 dopo un successivo riesame. L’importo effettivamente trattenuto cambia da caso a caso, in base alla cifra ricevuta e alla posizione individuale. Nella comunicazione inviata dall’Istituto dovrebbero essere indicati il totale da restituire, il numero delle rate e la decorrenza del prelievo. Il recupero inizierà con la rata di agosto 2026, ma la restituzione seguirà un piano più breve: 12 quote mensili. La differenza rispetto alle 24 rate previste per l’altra prestazione dipende dalle regole operative stabilite dall’INPS per le due voci. Chi ha percepito entrambe le somme potrebbe quindi vedere due trattenute contemporanee, ciascuna con una durata diversa.

La comunicazione dell’INPS include informazioni dettagliate sul piano di recupero. L’Istituto ha disposto l’invio di una raccomandata agli interessati, che vale come notifica formale e contiene le informazioni sulla cancellazione del beneficio, sulla cifra richiesta e sul piano di rientro applicato alla pensione. La ricezione della comunicazione merita attenzione, soprattutto quando i redditi erano stati trasmessi oppure quando risultano elementi non considerati. La riduzione del reddito pensionistico è un effetto diretto della revoca. Il cedolino dovrà consentire di distinguere le singole decurtazioni e il debito residuo. La mancata comunicazione dei dati reddituali ha portato all’attivazione del meccanismo di revoca, con conseguenze economiche per i pensionati coinvolti.