Occupazione in rallentamento, ma dinamismo per donne e costruzioni nel Mezzogiorno
Occupazione in Italia rallenta, ma cresce in Mezzogiorno e costruzioni. Dinamismo per donne e settori chiave.

L’occupazione in Italia mostra segni di rallentamento nel primo trimestre del 2026, pur rimanendo positiva. Il tasso di crescita si attesta al +0,2%, in calo rispetto al +0,4% registrato nel quarto trimestre del 2025. Il trend positivo si conferma anche a livello europeo, con un aumento del +0,6% nella media dell’Unione europea, sebbene i ritmi siano più contenuti rispetto a Paesi come Spagna (+2,4%), Francia (+0,4%) e Germania (+0,1%). Il mercato del lavoro continua a rappresentare un fattore di resilienza per l’economia italiana, anche se con un’accelerazione ridotta dopo anni di espansione.
Occupazione femminile in crescita nel Mezzogiorno
Un elemento di dinamismo si osserva nel settore dell’occupazione femminile, che registra un aumento del +0,5% nel primo trimestre del 2026. Il contributo maggiore proviene dal Mezzogiorno, dove la crescita dell’occupazione femminile (+1,5%) supera nettamente quella maschile (+0,1%), sostenendo l’espansione complessiva del mercato del lavoro. In regioni come Sicilia (+3,1%), Campania (+2,3%) e Puglia (+1,8%), il tasso di crescita supera il punto percentuale, confermando un progressivo ampliamento della partecipazione femminile al mercato del lavoro. La partecipazione femminile al mercato del lavoro mostra un trend positivo, con un incremento del +0,5% nel primo trimestre del 2026. Il Mezzogiorno, in particolare, si distingue per una crescita dell’occupazione femminile superiore a quella maschile, contribuendo a sostenere la dinamica complessiva del mercato del lavoro.
Costruzioni e Centro-Sud in crescita
Le costruzioni si confermano il comparto più dinamico, con un incremento del +5,4% dell’occupazione su base annua nel primo trimestre del 2026. L’incremento si osserva in quasi tutte le principali regioni, con un’espansione diffusa che contrasta con la flessione registrata in altri settori. Nel Centro e nel Mezzogiorno, la crescita dell’occupazione si attesta a +0,6%, mentre il Nord-Est evidenzia una flessione (-0,7%). La manifattura, invece, continua a risentire della debolezza della domanda internazionale, con un calo del -1,9% degli occupati nel primo trimestre del 2026.
Le dinamiche territoriali rimangono differenziate: il Centro limita le perdite (-0,3%), mentre il Nord Est si allontana ulteriormente (-2,9%) e il Mezzogiorno registra un calo più marcato (-3,6%). Tuttavia, in numerose regioni la crescita del primo trimestre risulta superiore a quella registrata nella media del 2025, segnale che il rallentamento non assume caratteristiche uniformi sul territorio nazionale. Il Mezzogiorno, pur registrando un calo dell’occupazione manifatturiera, mostra un dinamismo positivo in settori come costruzioni e servizi. La crescita del primo trimestre in alcune regioni supera quella media del 2025, indicando una diversificazione delle dinamiche occupazionali.
Nonostante il rallentamento, il mismatch tra domanda e offerta di lavoro persiste. A metà 2026, il fenomeno interessa ancora oltre quattro assunzioni su dieci (42,0%), in calo rispetto allo scorso anno (-3,4 punti percentuali). Le regioni con le quote più elevate di difficoltà di reperimento sono Valle d’Aosta (52,9%), Umbria (49,8%) e Friuli-Venezia Giulia (49,6%). L’attenuazione del mismatch si osserva in quasi tutte le regioni italiane, ma la criticità rimane elevata, con il reperimento del personale che rappresenta uno dei principali vincoli allo sviluppo delle imprese.
