Ravvedimento speciale e premi fedeltà: il governo cerca di riconciliare le partite Iva con il fisco

Il governo cerca di riconciliare le partite Iva con il fisco con nuovi incentivi e modifiche al concordato preventivo.

Partite Iva e fisco in discussione, con nuovi incentivi e modifiche al concordato preventivo
Partite Iva e fisco in discussione, con nuovi incentivi e modifiche al concordato preventivo

Il governo e le commissioni Finanze di Camera e Senato si concentrano su un tema cruciale per le circa 46 mila partite Iva che avevano aderito al primo biennio del concordato preventivo (2024-2025): il ravvedimento speciale. Questo strumento, considerato uno dei più efficaci per mantenere nel sistema i contribuenti, permette di regolarizzare la posizione fiscale anche sul periodo d’imposta precedente, con un calcolo dell’imposta sostitutiva basato sui dati storici e sugli Indici sintetici di affidabilità (Isa). L’obiettivo è spingere i contribuenti a scegliere un rapporto più stabile e trasparente con il fisco, riducendo la necessità di controlli successivi.

ravvedimento speciale e premi fedeltà

Il ravvedimento speciale, che permette di estendere lo “scudo” fiscale anche al periodo d’imposta 2023, è al centro delle discussioni. L’ipotesi di reintrodurlo per chi rinnoverà il concordato preventivo per il biennio 2026-2027 potrebbe incentivare un maggior numero di adesioni, soprattutto tra le piccole imprese. Inoltre, il Parlamento propone di ampliare i premi fedeltà, che premiano chi rinnova il concordato, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra contribuenti e Agenzia delle entrate.

La regione Umbria, con un elevato livello di fedeltà fiscale, potrebbe registrare un incremento significativo delle adesioni al concordato. Secondo Unioncamere-Movimprese, oltre il 95% delle aziende umbre appartiene alla categoria delle micro e piccole imprese, mentre artigiani, commercianti e professionisti costituiscono una quota rilevante dell’economia regionale. L’elevata fedeltà fiscale, misurata attraverso gli Indici sintetici di affidabilità (Isa), è il risultato di un tessuto economico radicato sul territorio e con rapporti consolidati con clienti e fornitori. Questo livello di affidabilità potrebbe rendere la regione una delle realtà in cui il rinnovo del concordato registra le percentuali di adesione più elevate, non tanto per i benefici economici immediati, quanto per la riduzione del rischio di futuri contenziosi.

modifiche al concordato e proroghe

Il decreto Omnibus correttivo della riforma fiscale, che dovrebbe tornare sul tavolo del Consiglio dei ministri il 4 agosto, include anche modifiche al sistema di cooperative compliance e al termine per la certificazione del Tax control framework. Il rinvio dal 30 settembre al 31 dicembre 2026 permetterà verifiche più approfondite prima della certificazione. Inoltre, il Parlamento propone di superare le sanzioni accessorie, come la sospensione dell’attività, nei casi di violazioni ripetute ma considerate di lieve entità, confermando la volontà di distinguere gli errori formali dai casi di effettiva evasione.

Il governo mira a chiudere il provvedimento entro i primi giorni di agosto, introducendo modifiche che rendano più conveniente la collaborazione preventiva con il Fisco. L’obiettivo è spingere le partite Iva a scegliere un rapporto più stabile e trasparente con il fisco, con l’obiettivo di ottenere una maggiore certezza sulle entrate e ridurre la necessità di controlli successivi. La stima per l’Umbria indica un potenziale recupero fino a circa 120 milioni di euro di base imponibile, grazie al nuovo sistema di regolamentazione. Il tema del ravvedimento speciale e dei premi fedeltà rappresenta un passo importante per il governo, che cerca di rafforzare la collaborazione tra contribuenti e Agenzia delle entrate. L’obiettivo è creare un sistema più stabile e prevedibile, riducendo il rischio di contenziosi e aumentando la fiducia tra le imprese e lo Stato.