Riconoscimento facciale con l’AI, il governo spinge per ampliare i poteri delle forze di polizia

Il governo propone norme su riconoscimento facciale con l’Ai, il Senato approva in via preliminare.

Senatore del Pd protesta contro norme su riconoscimento facciale con l’Ai, governo spinge per ampliare poteri polizia
Senatore del Pd protesta contro norme su riconoscimento facciale con l’Ai, governo spinge per ampliare poteri polizia

Il governo ha avanzato un progetto di legge per ampliare i poteri delle forze di polizia nell’uso del riconoscimento facciale tramite l’intelligenza artificiale, con il primo passo approvato in Senato. La norma, che mira a integrare i sistemi di videosorveglianza con tecnologie di riconoscimento facciale, è stata approvata in commissione Politiche dell’Unione europea, nonostante le proteste dell’opposizione. Il testo, che dovrebbe recepire il regolamento europeo, prevede l’uso di dati biometrici raccolti in modo preventivo e la loro memorizzazione per sette giorni in luoghi considerati a rischio di ordine pubblico. La proposta ha suscitato reazioni forti da parte di partiti come il Pd e il Movimento 5 Stelle, che la definiscono una forzatura sui diritti e le libertà dei cittadini.

Norme controverse e contestate

Le due norme centrali del provvedimento vanno molto oltre il regolamento europeo, prevedendo l’uso di dati biometrici raccolti in modo preventivo e la loro conservazione per sette giorni. Secondo quanto riportato da Repubblica, in alcuni casi gravi, come minacce imminenti di terrorismo o persone scomparse, le forze dell’ordine potranno utilizzare dati biometrici raccolti con l’AI con una comunicazione al pm, senza l’ok del giudice. Inoltre, i sistemi di videosorveglianza potranno essere integrati con tecnologie di riconoscimento facciale, anche a posteriori, con l’autorizzazione di un’autorità giudiziaria designata dal questore. Queste disposizioni, però, sono state contestate per la loro portata e per il rischio di creare un “Stato di Polizia”.

La raccolta preventiva dei dati biometrici è vista come un rischio per la privacy. Secondo l’opposizione, la norma prevede la memorizzazione per sette giorni dei dati di tutti i cittadini che accedono a luoghi considerati a rischio di ordine pubblico, come piazze o strade durante manifestazioni. Questo significa che chiunque, senza essere sospettato di alcunché, potrebbe subire la registrazione dei propri tratti del viso e della scansione dell’iride. L’opposizione ha sottolineato come questa pratica sia incompatibile con il regolamento europeo, poiché non è mirata e non rispetta i diritti fondamentali dei cittadini.

Protesta dell’opposizione e rischi per la privacy

Il senatore del Pd Filippo Sensi ha definito la norma un’“ennesima forzatura sui diritti e le libertà”, sottolineando come il riconoscimento facciale “a strascico” rappresenti un passo avanti pericoloso. Secondo Sensi, il provvedimento non solo viola i principi di privacy, ma apre la strada a un controllo massiccio dei cittadini, senza alcun collegamento con un reato specifico. Il Movimento 5 Stelle, attraverso il senatore Pietro Lorefice, ha abbandonato i lavori in protesta, definendo la norma una “forzatura gravissima della maggioranza”. Lorefice ha sottolineato come l’iter parlamentare non abbia rispettato le audizioni previste e come il Parlamento non possa essere ridotto a una mera formalità.

Il governo ha sollecitato l’approvazione rapida del provvedimento. Il primo ok è arrivato in Senato, ma le opposizioni temono che si tratti di un passo avanti per la sicurezza, ma anche di un rischio per la privacy dei cittadini. La norma, se approvata, potrebbe portare a un aumento del controllo su tutti i cittadini, senza alcun collegamento con un reato specifico. L’opposizione ha chiesto un approfondimento e una valutazione più completa, ma il governo ha preferito procedere con urgenza, senza attendere le audizioni previste.