L’allarme per la sanità in Calabria: «Quasi un malato a famiglia, chi non ha soldi muore»

L’associazione Contro i tumori di Gioia lancia un allarme sulla sanità: liste d’attesa infinite e mancanza di strutture per i malati oncologici.

Pazienti oncologici in attesa di cure, volontari dell’associazione accompagnano i malati in giro per la regione
Pazienti oncologici in attesa di cure, volontari dell’associazione accompagnano i malati in giro per la regione

L’associazione “Contro i tumori” di Gioia Tauro ha lanciato un allarme sulla sanità in Calabria, denunciando una situazione di grave criticità. «Quasi un malato a famiglia e chi non ha soldi per curarsi muore», ha dichiarato il presidente Pino Pratticò, sottolineando come la percentuale di malati oncologici cresca di giorno in giorno. La mancanza di strutture adeguate e la lunghezza delle liste d’attesa spingono i pazienti a rivolgersi al privato, con conseguenze devastanti per chi non ha mezzi economici.

La sanità in affanno: un problema strutturale

Pratticò ha spiegato che la situazione non riguarda solo l’incidenza dei tumori, ma anche la gestione delle cure. «Le liste d’attesa per visite specialistiche, esami diagnostici e trattamenti sono troppo lunghe», ha sottolineato. Molti pazienti devono spostarsi in altre province, con costi aggiuntivi, difficoltà e ritardi potenzialmente dannosi. «Ci vogliono anche 6-7 mesi e si è costretti ad andare nel privato», ha aggiunto. Chi non ha soldi muore e chi li ha va avanti, ma non è giusto che una persona debba aspettare mesi per una biopsia, come sta capitando a un assistito dell’associazione, che da quattro mesi non ha ancora ricevuto il risultato.

La richiesta formulata dall’associazione, con sede in Via Regina Margherita a Gioia Tauro, è chiara: «Serve una struttura attrezzata in loco, dotata di servizi diagnostici e di un’équipe multidisciplinare stabile». Solo così potrebbero ridurre i tempi d’attesa, migliorare la qualità delle cure e offrire percorsi assistenziali adeguati ai cittadini della Piana. «Sul nostro territorio ci sono tante strutture ospedaliere e bisognerebbe adibirne qualcuna per i malati oncologici», ha sottolineato Pratticò. «Però, attrezzarla con tutti i reparti e i professionisti specializzati, così si eviterebbero i viaggi sia in Calabria che fuori regione».

Un lavoro di volontariato in prima linea

L’associazione, composta da circa 20 operatori, accompagna pazienti di tutte le età, dalle più piccole (anche di sei anni) alle più grandi, a fare esami in giro per la regione. «Siamo costretti a usare mezzi privati per accompagnare i pazienti», ha spiegato Pratticò. «Per chi già soffre, non è una cosa facile». L’associazione ha anche espresso la sua preoccupazione per la mancanza di medici oncologici che agiscano con scienza e coscienza. «Chiediamo il diritto alla salute per la nostra comunità», ha concluso. «Chiediamo medici oncologici a disposizione che agiscano con scienza e coscienza. Medici che non siano disonesti quando si trovano davanti a un malato e, che sapendo che ha problemi di salute ed economici, non si comportino da strozzini invitandoli allo studio privato per cercargli altri soldi, perché se segui la terapia in ospedale, non cambia nulla se poi vai allo studio privato».

«Siamo circa 20 operatori e accompagniamo con mezzi privati le persone di tutte le età, dalle più piccole (anche di sei anni) alle più grandi, a fare esami in giro per la regione», ha spiegato Pratticò. «Sono problematiche che riscontriamo tutti i giorni con i pazienti che seguiamo». «Per chi già soffre, non è una cosa facile», ha aggiunto. «Capita anche che un paziente si rivolga a un oncologo, è tutto pronto per cominciare una cura, poi quel dottore non c’è, passa a un altro oncologo che comincia da capo a prescrivere nuovi esami e terapie con un notevole aggravio di spese e tempistiche».

La sanità in Calabria non è in grado di rispondere alle esigenze dei pazienti oncologici. L’associazione ha ribadito che la situazione richiede interventi urgenti per garantire cure adeguate e tempestive. «Chiediamo medici oncologici a disposizione che agiscano con scienza e coscienza», ha concluso Pratticò. «Medici che non siano disonesti quando si trovano davanti a un malato e, che sapendo che ha problemi di salute ed economici, non si comportino da strozzini invitandoli allo studio privato per cercargli altri soldi».