Cgil, Cisl e Uil attaccano Salis: provvedimento anticaldo non tutela i rider

Cgil, Cisl e Uil criticano il provvedimento anticaldo di Genova, accusando il sindaco di fare propaganda e non tutelare i rider.

Sindacati di Genova criticano provvedimento anticaldo, accusano sindaco di fare propaganda e non tutelare i rider
Sindacati di Genova criticano provvedimento anticaldo, accusano sindaco di fare propaganda e non tutelare i rider

Il sindaco di Genova, Silvia Salis, ha approvato una delibera per limitare le consegne dei rider nelle ore più calde, ma le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno reagito con forza, accusandola di fare propaganda e non tutelare i lavoratori. La decisione, presentata come un “invito” alle piattaforme di delivery, non ha obbligato le aziende a rispettarla, suscitando preoccupazioni per la mancanza di misure concrete. Le sigle sostengono che il provvedimento non risponde alle reali esigenze dei rider e potrebbe danneggiarli economicamente. Il provvedimento, inoltre, è stato emanato senza consultare il sindacato, un aspetto che le sigle hanno sottolineato come grave omissione.

Un provvedimento non vincolante, ma solo un invito

La delibera comunale prevede lo stop alle consegne dalle 12.30 alle 16 nelle giornate più calde, l’informazione preventiva sui rischi del caldo e la disponibilità di acqua e aree di riposo. Tuttavia, il documento non è vincolante e non impone obblighi alle piattaforme di delivery. Le sigle sindacali sostengono che questa forma di intervento non è efficace e rischia di essere percepita come propaganda, senza effetti reali sulle condizioni di lavoro dei rider. «La giunta non coinvolge il sindacato e finisce per fare propaganda con misure inefficaci e potenzialmente dannose per i lavoratori», hanno affermato in una nota. «Non possiamo accettare che la rapidità di una consegna venga prima della salute di chi lavora», ha dichiarato Salis, sottolineando l’importanza di tutelare i diritti dei lavoratori. Tuttavia, le sigle sindacali sostengono che il provvedimento non è sufficiente e che è necessario un approccio più strutturato e condiviso con i rappresentanti dei lavoratori.

Le sigle denunciano un cortocircuito interno alla sinistra

Le critiche delle sigle sindacali sono state accolte con sconcerto da parte di alcuni esponenti della sinistra, che hanno visto nel provvedimento un passo in avanti per la tutela dei rider. Tuttavia, le sigle sostengono che il documento non è stato redatto con la dovuta attenzione e che la mancanza di coinvolgimento ha reso il provvedimento poco credibile. «Chi vuole fare da solo spesso sbaglia», hanno affermato le sigle, sottolineando l’importanza di un approccio collaborativo per affrontare le sfide del settore.

Il provvedimento, in sostanza, è una copia incolla delle ordinanze regionali già in vigore, ma non risponde alle specificità del settore dei rider. Inoltre, le sigle sostengono che il provvedimento potrebbe causare gravi difficoltà economiche ai lavoratori, che si ritroveranno in serie problematiche a causa del blocco delle consegne. «La propaganda fine a sé stessa non serve», hanno affermato, «occorrono soluzioni condivise con chi conosce la materia, altrimenti si danneggiano lavoratori già fragili e sottopagati.