Opel Zafira a metano: un’alternativa sostenibile già nel 2001
Opel presentò nel 2001 la Zafira a metano, con 7 posti e 500 km di autonomia, anticipando soluzioni alternative.

Nel 2001, Opel presentò la Zafira a metano, un’alternativa sostenibile per famiglie e professionisti, con 7 posti e un’autonomia totale di circa 500 km. La vettura, denominata EcoM, fu progettata per funzionare principalmente a gas naturale, con quattro serbatoi a 200 bar che permettevano di percorrere 350 km, supportati da un serbatoio di benzina da 15 litri per ulteriori 150 km. Il motore quattro cilindri ECOTEC 1.6, con potenza di 97 CV e coppia massima di 140 Nm, era ottimizzato per il metano, sfruttando il suo elevato potere antidetonante per mantenere prestazioni simili a quelle della versione a benzina. La Zafira EcoM rappresentò un passo avanti nella mobilità sostenibile, anticipando di molti anni il dibattito sulle elettriche e le ibride.
Un’alternativa economica e ecologica
Il metano, allora decisamente più economico rispetto alla benzina e al gasolio, offriva ai clienti un modo concreto per ridurre i costi di utilizzo e le emissioni, senza modificare le abitudini di guida. La Zafira EcoM, inoltre, dichiarava una riduzione delle emissioni di CO₂ del 30% rispetto a un modello a benzina equivalente. La sua conformità alla normativa Euro 4, entrata in vigore solo nel 2005, ne faceva un’anteprima significativa in un mercato allora dominato da motori a benzina e diesel. La scelta di integrare il metano fin dall’origine, invece di adottare soluzioni bifuel, dimostrava un impegno tecnico e ambientale.
La riduzione delle emissioni di CO₂ del 30% e la conformità alla normativa Euro 4 anticipavano le esigenze future del settore. La Zafira EcoM non solo rispettava le normative ambientali, ma offriva anche un livello di sicurezza elevato, grazie alle valvole di protezione e alla struttura resistente dei serbatoi. Il metano, essendo più leggero dell’aria, tende a disperdersi verso l’alto in caso di fuoriuscita, riducendo i rischi di accumulo al suolo. Questa caratteristica permise alle automobili alimentate a gas naturale di essere parcheggiate anche in autorimesse, senza le limitazioni che interessavano alcune vetture a GPL.
Un design innovativo per la praticità
Le bombole di metano erano installate sotto il pianale, senza occupare lo spazio del bagagliaio, permettendo di mantenere la versatilità della monovolume. Il sistema Flex7, che permetteva di riconfigurare i sedili per adattarsi a diverse esigenze, era disponibile anche nella versione a metano. La scelta progettuale fu resa possibile grazie alla configurazione delle sospensioni posteriori, sufficientemente compatta da ospitare quattro serbatoi pressurizzati. La presenza del carburante tradizionale aveva una funzione di emergenza, consentendo di proseguire il viaggio quando non era disponibile una stazione di rifornimento.
La posizione dei serbatoi sotto il pianale e la disponibilità del sistema Flex7 garantivano spazio e versatilità. La Zafira EcoM dimostrava che i serbatoi del gas potevano essere integrati senza compromettere uno degli elementi decisivi per una vettura familiare: la capacità dell’abitacolo. Il progetto partiva dalla prima generazione di Opel Zafira, uno dei modelli che contribuì a diffondere in Europa la formula della monovolume compatta. La scelta progettuale fu resa possibile anche dalla configurazione delle sospensioni posteriori, sufficientemente compatta da lasciare lo spazio necessario per installare quattro serbatoi pressurizzati.
Oggi, mentre l’industria si concentra sull’elettrificazione, la Zafira a metano racconta una fase diversa della transizione energetica. Un periodo in cui i costruttori sperimentavano soluzioni multiple e il gas naturale sembrava poter diventare uno dei principali ponti tra i motori tradizionali e una mobilità più efficiente. La Zafira EcoM, con la sua innovazione e praticità, rimane un esempio significativo di come la tecnologia possa contribuire a una mobilità sostenibile, senza rinunciare alle comodità e alle prestazioni.
