Antonella Fabbri, una vita tra sanità e battaglia contro il glioblastoma
Antonella Fabbri, 63 anni, ha combattuto il glioblastoma per oltre cinque anni. Morta a casa dopo un lungo percorso di cura.
Antonella Fabbri, 63 anni, ha lasciato il mondo dopo una battaglia di oltre cinque anni contro il glioblastoma. La donna, ex dirigente dell’Ulss Dolomiti, è morta oggi a casa, dopo un lungo percorso di cura che l’ha vista affrontare la malattia con coraggio e determinazione. La sua vita è stata segnata da un impegno nella sanità e da una lotta personale contro una forma di cancro estremamente aggressiva. La notizia della sua scomparsa è stata diffusa dal marito Fabio Rufus Bristot, che ha ricordato la sua forza e la sua determinazione.
Una battaglia lunga e coraggiosa
Antonella Fabbri ha ricevuto la diagnosi del glioblastoma multiforme di quarto grado il 6 aprile 2021. La malattia, per la quale al momento non esiste una cura, ha segnato la sua vita in modo profondo. Nonostante la gravità della diagnosi, la donna ha continuato a vivere con lucidità e determinazione, trasformando la sua sofferenza in un messaggio di speranza per altri pazienti. Ha scritto un libro, “Di testa mia”, che ha presentato in numerose occasioni, anche nelle scuole, fino a quando ha potuto. Il ricavato della vendita è stato devoluto alla Fondazione Celeghin, che si occupa della ricerca sulglioblastoma.
Un percorso di cura e di umanità
La sua battaglia ha visto l’ennesima recidiva a inizio anno, quando una risonanza ha mostrato una massa di quasi sette centimetri, inoperabile. La prognosi iniziale parlava di due mesi di vita, ma Antonella ha vinto altre battaglie, spostando la sua fine fino a oggi. Ha vissuto ogni istante con gratitudine e dignità, scegliendo di vivere fino all’ultimo respiro. Il marito ha ricordato che, per alcuni mesi, Antonella è rimasta a casa, poi gli ultimi venti giorni all’Hospice del San Martino, dove è stata seguita con una straordinaria umanità. La sua morte ha suscitato un profondo cordoglio all’interno dell’Ulss Dolomiti, che ha espresso «profondo e commosso cordoglio» per la scomparsa di una dirigente rigorosa e determinata. L’Azienda sanitaria ha ricordato la sua profonda competenza giuridica e il suo instancabile senso delle istituzioni. Ha sempre difeso l’Azienda affrontando numerose sfide e battaglie. La sua tenacia è stata un esempio per tutti, anche durante la sua malattia.
Un ricordo che rimarrà
La famiglia e i colleghi si sono stretti alla sua memoria, ricordando la sua forza e la sua umanità. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto, ma il suo spirito indomito continuerà a far parte della storia dell’Ulss Dolomiti. I funerali si svolgeranno venerdì pomeriggio, alle 15.30, in forma laica alla casa funeraria Gelisio. Il suo ricordo, il suo spessore professionale e il suo spirito indomito continueranno a far parte della nostra storia.
