Bruno Malatesta e la sua setta di Almese: violenze, abusi e truffe in nome del yoga

Bruno Malatesta, guru di Almese, accusato di violenze e truffe. Setta con minorenni e abusi sessuali.

Bruno Malatesta, 59 anni, è stato arrestato per violenze sessuali, truffa e maltrattamenti in una setta di Almese, in provincia di Torino. L’inchiesta ha rivelato una rete di abusi, manipolazione e sfruttamento di donne, tra cui minorenni, che si sono affidate a lui per cure “spirituali” e terapie “esoteriche”. Malatesta, ex insegnante di yoga e fondatore della “Fondazione Fiore della Pace”, ha sfruttato la credulità delle vittime, spesso in difficoltà economiche o psicologiche, per condurre una vita di isolamento, lavoro forzato e violenze sessuali. Le donne, obbligate a indossare tuniche arancioni e a lavorare 12 ore al giorno, hanno subìto abusi fisici e psicologici, con il guru che le descriveva come “streghe puttane” e le sottoponeva a rituali sessuali in nome della “purificazione”.

La setta di Almese e le violenze sessuali

La comunità di Almese, gestita da Malatesta, si è sviluppata tra il 2008 e il 2018, con l’obiettivo di aumentare il numero di adepti, spesso donne in difficoltà. Le vittime, tra cui minorenni tra i 16 e i 17 anni, sono state costrette a vivere in condizioni di isolamento, con divieti di contatto e lavoro forzato. Durante i riti, Malatesta ha toccato le parti intime delle donne, posizionando “cristalli” per “eliminare le negatività”, ma in realtà si trattava di abusi sessuali. Le donne, spesso convinte di essere “salve” da malattie e incidenti, hanno subìto violenze fisiche e psicologiche, con il guru che le isolava e le manipolava per mantenere il controllo.

Le vittime raccontano di essere state costrette a mangiare un pomodoro marcio per “ricevere una lezione” e di essere state separate da familiari.

La truffa e la falsa immagine di malattia

Malatesta ha truffato lo Stato, fingendosi malato di diabete e presentandosi in carrozzina e stampelle durante le visite dell’Inps. I carabinieri lo hanno però filmato mentre camminava senza problemi, rivelando la falsità delle sue dichiarazioni. La sua fondazione, “Fiore della Pace”, ha offerto terapie “esoteriche” a pagamento, con costi che variavano da 10 euro a migliaia, spesso con l’inganno di “cristalli” e “riti” che non avevano alcun effetto medico. Le donne, spesso con diagnosi di tumore o sclerosi multipla, si sono affidate a lui, convinte di trovare sollievo. Malatesta, però, ha sfruttato la loro fiducia per ottenere soldi e beni, spogliandole della maggior parte dei loro possedimenti.

Le donne sono state obbligate a consegnare soldi e gioielli per i “riti esoterici ingannatori”, spesso a costo di spogliarsi della maggior parte dei propri beni.

Le indagini, avviate nel 2018 dopo un primo esposto archiviato, hanno portato all’operazione Asmodeo, con l’arresto di Malatesta e dei suoi collaboratori. La sua attività, che ha coinvolto centinaia di donne, è stata definita da un giudice come “schiavitù, maltrattamenti, violenza sessuale aggravata e truffa ai danni dello Stato”. La sua setta, con un’organizzazione complessa e una rete di collaboratori, ha rappresentato un caso di abuso e sfruttamento in nome di credenze spirituali, con conseguenze gravi per le vittime. La sua storia è un esempio di come la manipolazione e la credulità possano essere sfruttate per perpetuare violenze e truffe, con conseguenze devastanti per chi si è affidato a lui.

Malatesta ha avuto collaboratori, tra cui una “maestra” e una psicologa professionista, che hanno gestito la setta e hanno contribuito alle violenze. Un massoterapista, invece, ha eseguito terapie sessuali a pagamento, ulteriore forma di sfruttamento. Le donne, obbligate a indossare tuniche arancioni e a lavorare per 12 ore al giorno, hanno subìto percosse, divieti di lavarsi e rasatura dei capelli in caso di errori. La comunità, con un’atmosfera di paura e obbedienza, ha visto Malatesta esercitare un controllo totale, con il sostegno di credenze religiose e spirituali che lui stesso aveva adottato, come gli insegnamenti di Paramahansa Yogananda. La sua setta, con un’organizzazione simile a una religione, ha sfruttato la credulità delle vittime per perpetuare un sistema di abusi e manipolazione.