Ricordo di Giulia Cecchettin a due anni dal femminicidio: fiori, foto e impegno per prevenire violenze

A due anni dal femminicidio di Giulia Cecchettin, ricordo e impegno per combattere la violenza di genere.

Ricordo di Giulia Cecchettin a due anni dal femminicidio: fiori, foto e impegno per prevenire violenze
Ricordo di Giulia Cecchettin a due anni dal femminicidio: fiori, foto e impegno per…

A due anni dal femminicidio di Giulia Cecchettin, la comunità universitaria e politica si riunisce per ricordare la giovane studentessa di Vigonovo uccisa da Filippo Turetta con 75 coltellate. A Padova, dove la tragedia ha sconvolto la città e l’intera Italia, i fiori compaiono già alle sette del mattino sulla panchina rossa del campus di Ingegneria elettronica, simbolo di una memoria che non si è spenta. A Venezia, invece, l’università Ca’ Foscari ha dedicato la cerimonia di consegna dei diplomi a Giulia e a Valeria Solesin, vittima della strage del Bataclan, per ricordare due giovani ragazze uccise con violenza inaudita.

Un ricordo che non si cancella

Il ricordo di Giulia Cecchettin è ancora vivo, anche dopo due anni. Al Dipartimento di Ingegneria in via Gradenigo, dove la studentessa si sarebbe dovuta laureare, lo striscione “Per Giulia, per tutte” si è ormai sbiadito, ma il messaggio resta forte. Gli studenti, che affollano la sede universitaria per le lezioni del mattino, si trovano davanti all’aula studio Giulia Cecchettin, con il volto della 22enne che rimarrà sul muro per sempre. Impossibile dimenticare, impossibile far finta di nulla.

Prima di ogni lezione, i professori si prendono un minuto per ricordare la triste ricorrenza. Chiara Giulia Fontanella, docente di Meccanica dei tessuti biologici, rivolge una parola ai suoi studenti: «Tutti conoscete la triste ricorrenza, sappiate che se vedete o vivete situazioni di violenza non dovete rimanere in silenzio. Parlatene, non ignorate». Dietro di lei, una slide mostra il volto di Giulia e due date: 11 novembre 2023 e 11 novembre 2025.

La voce degli insegnanti e degli studenti

Fontanella proietta poi un video di Gino Cecchettin, padre di Giulia, in un intervento davanti a una scolaresca: «Ascoltate quel che dice Gino Cecchettin, le sue parole sono sempre molto importanti». La lezione continua, ma con la memoria viva e la coscienza resa pesante dal fatto che Giulia non è stata l’ultima vittima di femminicidio.

Nei mesi seguenti al suo assassinio, si diceva spesso «dobbiamo fare in modo che sia l’ultima», ma dopo di lei sono centinaia le donne uccise da uomini che dicevano di amarle. Segno che quanto fatto per cambiare la società ancora non basta. Il ricordo di Giulia diventa quindi occasione per rinnovare l’impegno contro la violenza di genere, a ogni livello.

Il presidente della Regione Luca Zaia ha espresso il dolore: «A distanza di due anni, il dolore è vivo ed è uno stato d’animo che si fa ancora più acuto ogni volta che la cronaca ci mette di fronte a un nuovo caso di femminicidio». Anche la padovana Virginia Libero, neoletta Segretaria dei Giovani democratici, ha sottolineato: «Giulia non è stata l’ultima. Per lei e per tutte dobbiamo continuare a lottare, a decostruire, a educarci e a educare per prevenire». Il vicesindaco Andrea Micalizzi ha aggiunto: «A due anni dal femminicidio di Giulia, il nostro pensiero va a lei a tutte le donne che ogni giorno subiscono violenze».

Oggi è un altro giorno. Il ricordo di Giulia obbliga a impegnarsi affinché non ci siano altre donne vittime di violenza. «Siamo ancora qui per fare rumore», hanno detto i partecipanti a questa giornata di ricordo, un impegno che non si ferma e che si estende dalle aule universitarie alle situazioni vissute ogni giorno.