Il Bugatti che dormì 75 anni in un lago: la leggenda del pilota, il mistero delle dogane e una tragedia

Un Bugatti del 1925, ritrovato dopo 75 anni in un lago, racconta una storia di leggenda, dogane e tragedia.

Un Bugatti del 1925, nascosto in un lago per 75 anni, viene ritrovato e esposto in un museo per scopi benefici
Un Bugatti del 1925, nascosto in un lago per 75 anni, viene ritrovato e esposto in un museo per scopi benefici

Un Bugatti Type 22 Brescia Roadster, prodotto nel 1925, ha trascorso più di 70 anni a 53 metri di profondità nel fondo del lago Mayor, tra Svizzera e Italia, prima di essere recuperato nel 2009. La sua storia, raccontata come una leggenda di un pilota che lo perse giocando a poker, si svela in realtà con una trama diversa, legata a un architetto e a una tragedia. Il veicolo, battezzato “La Dama del Lago”, è stato reso noto grazie a un ritrovamento avvenuto nel 1967 da parte di un subacqueo svizzero, Ugo Pillon.

La leggenda e la realtà

La leggenda racconta che il Bugatti appartenesse al pilota francese René Dreyfus, che lo perse in una partita di poker a Parigi. Tuttavia, i documenti e le ricerche condotte da Bonhams hanno rivelato una storia diversa. Il veicolo era stato registrato a Nancy, in Francia, nel 1925 a nome di Georges Paiva, e successivamente a Parigi nel 1930 a nome di Georges Nielly. Le indagini hanno indicato che il costruttore Max Schmuklerski, un architetto svizzero, potrebbe aver acquistato il Bugatti da Nielly e lo avrebbe portato in Svizzera senza registrarlo, evitando i dazi doganali.

La decisione di sottoporre il veicolo alla distruzione fu una conseguenza della mancanza di pagamento dei dazi. Secondo la normativa dell’epoca, il veicolo era destinato alla distruzione. Le autorità doganali, non avendo ricevuto i dazi, decisero di sottoporre il Bugatti a un destino drastico: il suo seppellimento nel lago Mayor. L’acqua e il fango hanno protetto alcune parti del veicolo, mentre altre, come i componenti metallici, hanno subito una forte corrosione. Quando il Bugatti fu recuperato nel 2009, alcuni pneumatici conservavano ancora aria dopo più di 70 anni sott’acqua.

La tragedia che spinse al recupero

Il ritrovamento del Bugatti fu reso possibile grazie alla tragedia di Damiano Tamagni, un membro del club di subacquei di Ascona, morto in un episodio di violenza giovanile nel 2008. I compagni di squadra decisero di recuperare il veicolo per raccogliere fondi per una fondazione dedicata alla lotta contro la violenza. Il ritrovamento suscitò un grande interesse, con migliaia di persone che seguirono il processo di recupero. Il Bugatti fu venduto nel 2010 da Bonhams per 289.050 dollari, circa 246.000 euro. Lo comprò il collezionista statunitense Peter Mullin, che decise di non restaurarlo, preferendo conservare le tracce del tempo e della sua storia. Secondo le stime di Bonhams, solo il 20% del veicolo originale avrebbe potuto sopravvivere a una completa restaurazione, con costi elevati. Il Bugatti è oggi esposto al Mullin Automotive Museum di California, esattamente come lo ritrovò.

Sebbene i documenti mettano in dubbio la leggenda del poker, la storia del Bugatti rimane un’attrazione unica. La leggenda della “Dama del Lago” non è stata smentita del tutto, ma ha trovato una versione alternativa che non cancella la sua affascinante narrazione. Il Bugatti, dopo un secolo di silenzio, continua a raccontare due storie: una probabilmente vera e una che, semplicemente, è troppo bella per essere dimenticata.