Cagnolino sbranato da lupo a 200 metri da casa, la famiglia chiede maggiore sicurezza

Cagnolino Yoghy sbranato da lupo a 200 metri da casa, famiglia in lutto e chiede maggiore sicurezza.

Cagnolino sbranato da lupo a 200 metri da casa, famiglia in lutto e chiede maggiore sicurezza
Cagnolino sbranato da lupo a 200 metri da casa, famiglia in lutto e chiede maggiore sicurezza

Un cagnolino di otto anni, Yoghy, è stato sbranato da un lupo a soli 200 metri da casa a Visome, in provincia di Belluno. La famiglia, devastata dal dramma, racconta di aver sentito una ringhiata e di aver trovato il cane ridotto a poco più della testa. Bruno Zago, 75 anni, padre del cane, descrive l’evento come un “pezzo di cuore che ci è stato portato via brutalmente”. L’episodio ha suscitato preoccupazione per la vicinanza dei predatori alle abitazioni e ha acceso un dibattito sulla gestione della fauna selvatica.

Un lupo avvistato poco prima

La nuora di Zago aveva avvistato un lupo nella stessa zona pochi giorni prima, poco oltre Villa Buzzati, vicino al ristorante Al Borgo. Il cane, abituato a muoversi liberamente attorno a casa, era andato verso le galline e il cavallo quando si è trovato dietro un predatore. «Stava andando verso le galline e il cavallo quando se l’è trovato dietro», racconta Zago. La ringhiata udita il pomeriggio della scomparsa del cane ha confermato i sospetti. L’assenza, in quei giorni, dei due pastori maremmani che normalmente presidiano i terreni confinanti ha rafforzato l’ipotesi di un attacco da parte del lupo.

La difesa di una gestione attiva della fauna

Zago, che proviene da una famiglia di cacciatori, sostiene che la fauna selvatica deve essere gestita attivamente per evitare squilibri. Le bestie devono essere tenute sotto controllo, così rimangono nel loro ambiente naturale. Per lui, il lupo non deve essere protetto indiscriminatamente, ma deve vivere nel bosco e non avvicinarsi alle abitazioni. «È un predatore e dovrebbe vivere nel bosco: se si avvicina alle case diventa un problema anche per le persone e noi viviamo nel terrore a due passi dal centro», spiega.

La vicinanza delle abitazioni alle aree selvagge preoccupa Zago, che vive a circa 400 metri dopo la casa di Buzzati. «Siamo in una zona abitata e frequentata, poco distante dal ristorante Al Borgo, dove in passato si sarebbero già verificati attacchi agli animali, compresa la predazione di un asino», ricorda. I lupi fanno danni come i maranza nelle città. Le autorità devono proteggerci, altrimenti che ne sarà degli allevamenti e della vita in campagna? La famiglia chiede interventi immediati per garantire la sicurezza delle abitazioni e della vita in campagna. «Dobbiamo poter vivere e prenderci cura dei nostri animali senza paura», conclude Zago. L’episodio di Yoghy ha acceso un dibattito tra le esigenze di conservazione della specie tutelata e quelle di allevatori e residenti che chiedono maggiore sicurezza nelle aree rurali. La comunità, però, vuole che il caso non venga dimenticato e che venga trovata una soluzione concreta.