Calcio giovanile in Toscana: l’allarme per l’età media degli allenatori e la scarsa rappresentanza femminile

L’analisi di Golee svela criticità nel calcio dilettantistico toscano: età media degli allenatori oltre i 45 anni e donne al 7,4%.

Allenatori anziani e bassa presenza femminile nel calcio dilettantistico toscano
Allenatori anziani e bassa presenza femminile nel calcio dilettantistico toscano

Il calcio giovanile in Toscana vive un momento di preoccupazione, come rileva un’analisi realizzata da Golee, piattaforma italiana dedicata alla gestione digitale delle società sportive dilettantistiche. L’età media degli allenatori supera i 45 anni, un dato tra i più elevati a livello nazionale, mentre la presenza femminile tra allenatrici e dirigenti si ferma al 7,4%, ben al di sotto della media italiana. Le società regionali chiedono maggiore formazione, investimenti e nuove energie per migliorare la base del calcio italiano.

Età media elevata e scarsa rappresentanza femminile

L’analisi di Golee ha messo in luce una situazione strutturale del calcio dilettantistico toscano, con un’età media degli allenatori che si attesta a 45,1 anni. Un dato che, sebbene rifletta l’esperienza accumulata nel settore, solleva preoccupazioni per la mancanza di ricambio generazionale. Inoltre, la scarsa rappresentanza femminile rimane un problema: le donne rappresentano solo il 7,4% degli operatori del calcio dilettantistico in Toscana, un valore inferiore anche rispetto alla media nazionale, che si attesta al 12,3%. Tra gli under 24, la percentuale sale al 18,8%, ma non basta a risolvere la situazione.

La presenza femminile tra allenatrici e dirigenti è ancora bassa.

Un’esperienza che deve essere affiancata da nuove energie

Enrico Gabrielli, Coordinatore regionale del Settore Giovanile e Scolastico della Lega Nazionale Dilettanti Toscana, ha sottolineato che l’età media elevata non è il problema principale, ma piuttosto la mancanza di competenze e di una programmazione di lungo periodo. “L’esperienza calcistica è sicuramente un valore, ma lo sono anche la formazione e il percorso di crescita dell’allenatore. Non credo sia corretto valutare la qualità di un tecnico esclusivamente in base all’età anagrafica”, ha spiegato. Gabrielli ha anche sottolineato che il settore giovanile richiede figure con caratteristiche diverse a seconda dell’età dei ragazzi seguiti.

Secondo l’indagine di Golee, il 58,3% degli intervistati ritiene che l’assenza dell’Italia ai Mondiali rappresenti un sintomo di problemi strutturali del calcio italiano. Per far fronte a questa situazione, le società dilettantistiche chiedono maggiore investimento, strumenti tecnologici e una maggiore formazione per allenatori e dirigenti. Il 33,1% degli operatori ha segnalato la scarsità di risorse economiche come principale criticità, seguita dal bisogno di investire nella formazione (31,2%).

Un futuro che richiede programmazione e investimenti

Il coordinatore regionale Gabrielli ha invitato a evitare analisi troppo semplicistiche. “Ogni volta che la Nazionale vive una delusione si tende a puntare il dito contro il settore giovanile, ma il tema è più complesso. Se guardiamo ai risultati delle Nazionali giovanili ci sono stati riscontri importanti anche a livello europeo. Bisogna andare oltre il semplice risultato”, ha sottolineato. Secondo Gabrielli, la vera sfida riguarda il modo di lavorare con i giovani. “Ancora oggi, soprattutto nelle categorie giovanili, spesso si dà troppo peso al risultato immediato invece di seguire una programmazione di lungo periodo, come avviene in Paesi quali Spagna, Francia o Germania. Sono convinto che sia proprio attraverso la formazione di allenatori, dirigenti e ragazzi che si possa migliorare il calcio giovanile e, di conseguenza, tutto il movimento italiano”, ha concluso.

Le società dilettantistiche toscane, quindi, chiedono un cambio di rotta: più formazione, maggiore investimento e una programmazione che tenga conto delle esigenze dei giovani. Solo con questi passi, si potrebbe rilanciare il calcio italiano a partire dalle radici, dove ogni settimana migliaia di bambini e ragazzi si formano e si crescono.