Cassazione conferma ergastolo a Oseghale per omicidio e violenza sessuale di Pamela Mastropietro

Cassazione conferma ergastolo a Oseghale per omicidio e violenza sessuale di Pamela Mastropietro

Cassazione conferma ergastolo a Oseghale per omicidio e violenza sessuale di Pamela Mastropietro
Cassazione conferma ergastolo a Oseghale per omicidio e violenza sessuale di Pamela…

La Suprema Corte di Cassazione ha confermato l’ergastolo per Innocent Oseghale, accusato di omicidio e violenza sessuale nella morte di Pamela Mastropietro. La decisione, resa pubblica il 23 gennaio 2024, ha respinto il ricorso della difesa dell’imputato, che aveva chiesto l’annullamento della condanna per l’aggravante della violenza sessuale. La sentenza, emessa dalla quinta sezione, ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Maria Francesca Loy, che aveva sottolineato la completezza e la logicità della ricostruzione dei fatti.

La motivazione della sentenza

Secondo la procuratore, la motivazione della sentenza impugnata ha colmato ogni lacuna e non è suscettibile di discussione. La ricostruzione dei fatti, basata su prove logiche e coerenti, non può essere messa in discussione. La sentenza d’appello bis, che ha confermato l’ergastolo, ha già stabilito che i fatti non avrebbero senso senza una violenza sessuale. La difesa aveva contestato l’uso del termine “prova logica”, ritenendolo illogico e contraddittorio, e aveva chiesto un esame più approfondito dei dati processuali.

La difesa ha ritenuto che il percorso argomentativo fosse illogico e non avesse considerato appieno le contraddizioni dei dati processuali.

La reazione dei difensori

I legali di Innocent Oseghale, Simone Matraxia e Umberto Gramenzi, hanno espresso delusione per la sentenza, affermando che ritenevano valide le loro argomentazioni. Hanno chiesto l’annullamento della parte relativa all’aggravante della violenza sessuale, sottolineando che la motivazione del pg era contraddittoria e non sufficientemente analitica. La difesa ha ritenuto che il percorso argomentativo fosse illogico e non avesse considerato appieno le contraddizioni dei dati processuali.

La famiglia di Pamela Mastropietro, presente fuori dalla Suprema Corte con striscioni e foto della ragazza, ha accolto la sentenza come una vittoria per la memoria di Pamela e per il suo padre, Stefano, morto per un malore nei mesi scorsi. La madre, Alessandra Verni, ha espresso la sua gratitudine, ma ha anche ricordato che la battaglia non è ancora finita. La famiglia continua a credere che ci siano altre responsabilità e che la verità su quel 30 gennaio 2018 non sia ancora completa.

La famiglia ha sempre sostenuto che ci siano complici e che la verità non sia ancora pienamente rivelata.

Pamela Mastropietro, 18 anni, è stata uccisa sei anni fa a Macerata, i resti furono ritrovati in due trolley il 30 gennaio 2018. Innocent Oseghale, nigeriano di 35 anni, è detenuto nel carcere di Forlì. La condanna per omicidio è già stata confermata in Cassazione, ma la famiglia ha sempre sostenuto che ci siano complici e che la verità non sia ancora pienamente rivelata. La madre ha chiesto a Oseghale di pentirsi e di rivelare chi fosse con lui quel giorno, sperando in un pentimento e in una completa verità.

La famiglia di Pamela continuerà a cercare la verità, anche dopo la sentenza. L’avvocato Marco Valerio Verni, legale e zio della ragazza, ha espresso la convinzione che ci siano altri responsabili e che la verità su quel tragico episodio sia ancora lontana. La sentenza, pur confermando l’ergastolo, non chiude definitivamente la vicenda, ma rappresenta un passo importante nella giustizia per Pamela e per la sua famiglia.

La sentenza non chiude definitivamente la vicenda, ma rappresenta un passo importante per la giustizia.