Champions League femminile 2026-2027: torna la fase a girone unico, ecco come funziona
La Champions League femminile torna con la fase a girone unico, il regolamento e come si svolge la competizione.
La Champions League femminile 2026-2027 torna con la fase a girone unico, un format che ha riscosso successo nella scorsa stagione e che ora si conferma come base per la competizione. Dopo sei giornate di gare, le squadre si classificano in tre fasce, con conseguenze dirette sul loro percorso europeo. La prima fascia, composta dai primi quattro posti, garantisce la qualificazione diretta ai quarti di finale con il vantaggio della testa di serie. Le squadre che si piazzano tra il quinto e il dodicesimo posto entrano nei playoff, mentre quelle dal tredicesimo al diciottesimo posto vengono eliminate.
Calendario eterogeneo e vantaggio del fattore campo
Ogni squadra disputa sei incontri contro sei avversarie diverse, con un equilibrio tra partite in casa e in trasferta: tre gare davanti al proprio pubblico e tre in trasferta. Il calendario è stato costruito attraverso un sorteggio che tiene conto del ranking UEFA, garantendo una distribuzione eterogenea degli incroci. Questo sistema evita che le squadre affrontino solo avversarie dello stesso livello, aumentando l’incertezza della corsa alla qualificazione. Con una sola classifica, ogni risultato assume un peso significativo, con punti, differenza reti e gol che incidono direttamente sulla posizione finale. La prima fase non assegna soltanto la qualificazione, ma contribuisce anche a determinare il percorso successivo e il vantaggio del fattore campo. Le squadre meglio piazzate vengono assegnate lo status di teste di serie, con la possibilità di giocare il ritorno tra le mura amiche.
Playoff e finale in gara secca
Le squadre che terminano tra il quinto e il dodicesmo posto devono affrontare un turno di playoff a eliminazione diretta, articolato su due partite, per conquistare l’accesso ai quarti di finale. Da quel momento, la competizione prosegue con la formula tradizionale, con quarti di finale e semifinali che si disputano su due incontri, uno in casa e uno in trasferta.
La finale, invece, rappresenta un’eccezione rispetto alla formula delle fasi precedenti: si gioca in gara secca, su campo neutro, e assegna il trofeo al termine di un’unica sfida. Questo modello, ispirato al format “svizzero” già adottato nelle competizioni maschili, mira a concentrare maggiormente il peso di ogni partita, aumentando il numero di confronti tra squadre di livello diverso e rendendo più incerta la corsa alla qualificazione. Il nuovo sistema, introdotto nella scorsa stagione, ha ampliato a 18 il numero delle partecipanti e ha ricalcato il modello già utilizzato in altre competizioni. L’obiettivo è creare una competizione più dinamica e imprevedibile, dove ogni risultato può influenzare il destino delle squadre in modo significativo.
