Colloqui tra Libano e Israele a Roma: il ritiro israeliano e la sovranità libanese al centro
Colloqui tra Libano e Israele a Roma: il ritiro israeliano e la sovranità libanese al centro

La seconda giornata di colloqui tra Libano e Israele si è svolta a Roma, nell’ambito di un percorso negoziale patrocinato dagli Stati Uniti. I negoziati, che proseguiranno domani, riguardano il rafforzamento dell’attuazione dell’accordo quadro firmato a Washington il 26 giugno 2026. L’obiettivo è consolidare il fragile cessate il fuoco e garantire la sicurezza nel sud del Libano, con particolare attenzione al ritiro israeliano e al disarmo di Hezbollah. La delegazione libanese ha espresso preoccupazione per le concessioni finora ottenute, chiedendo un focus su sovranità nazionale e ritiro israeliano.
Colloqui su zone pilota e disarmo di Hezbollah
I colloqui si sono articolati in due binari: politico e militare. Nella sessione politica, Beirut ha presentato la propria proposta sui confini, mentre la discussione proseguirà oggi. Nella sessione militare, si è parlato del meccanismo di verifica delle misure di sicurezza, compreso il ritiro israeliano e il disarmo di Hezbollah. Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Tommy Pigott, ha sottolineato l’importanza del rafforzamento dell’attuazione dell’accordo, con particolare attenzione alle zone pilota e alla verifica del disarmo. L’obiettivo è raggiungere un accordo complessivo di sicurezza e pace.
La delegazione libanese chiede un ritiro limitato
La delegazione libanese ha avanzato la richiesta che la prossima zona pilota sia una delle località di Khiam o Bint Jbeil, nel sud del Paese. In queste aree, l’esercito libanese assumerebbe la piena responsabilità di sicurezza, impedendo il ritorno di Hezbollah, a fronte di un ritiro israeliano limitato. Nella precedente sessione romana era stato concordato il ritiro israeliano dai margini della località di Zoutar al-Gharbiyeh, una delle zone pilota. L’esercito libanese vi si è dispiegato e ha permesso il rientro degli abitanti dopo operazioni di sorveglianza.
Beirut ha anche chiesto a Israele di interrompere le ampie operazioni di demolizione e detonazione in corso nel sud del Libano, l’ultima delle quali ha interessato i dintorni della storica fortezza di Beaufort (Shaqif). Il portavoce americano ha ribadito il sostegno degli Stati Uniti ai governi libanese e israeliano, collegandolo agli incontri recenti del presidente americano Donald Trump con il presidente libanese Joseph Aoun e con il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Qassem: il Libano chiede sovranità e non concessioni
Il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha invitato le autorità politiche a interrompere quelle che ha definito “concessioni” e ad avviare un dialogo serio con il partito. Secondo Qassem, i negoziati diretti avrebbero finora portato al Libano soltanto concessioni sul terreno; ha quindi chiesto di concentrarsi sulla sovranità nazionale e sul ritiro israeliano dai territori libanesi. La delegazione israeliana, per la prima volta, avrebbe fatto un passo indietro rispetto alla richiesta di discutere il disarmo di Hezbollah prima del dossier sui confini. Il percorso negoziale, che si svolge a Roma per la seconda volta dopo cinque round precedenti a Washington, mira a consolidare l’accordo quadro e a garantire la stabilità nel sud del Libano. La prossima sessione, che si terrà domani, potrebbe segnare un ulteriore passo avanti nel delicato processo di pace.
