Davide Ferrerio, 4 anni dopo il pestaggio: il Bologna lo abbraccia e lo ricorda
Davide Ferrerio, 4 anni dopo l’aggressione: il Bologna lo abbraccia e lo ricorda

Davide Ferrerio, 20 anni, tifoso del Bologna, vive ancora oggi il ricordo di un evento che lo ha cambiato per sempre. Quattro anni fa, mentre era in vacanza a Crotone, è stato vittima di un pestaggio brutale per uno scambio di persona. L’incidente lo ha lasciato in coma irreversibile, e da allora la sua vita è stata segnata da un lungo percorso di sofferenza. La famiglia, i tifosi e i compagni di squadra non hanno mai smesso di sostenerlo, ricordandolo con parole e gesti di affetto. “Quel posto in curva non te lo toglierà mai nessuno”, hanno detto i tifosi, un messaggio che rimane con lui.
Un abbraccio da parte del Bologna
Il direttore sportivo del Bologna, Marco Di Vaio, ha espresso un messaggio di vicinanza e affetto: “Un abbraccio grande da parte mia e di tutto il Bologna. Ti vogliamo bene”. Le parole sono state condivise con la famiglia di Davide, che vive ogni giorno con la speranza che il ragazzo possa tornare a casa. La mamma, Giusy Orlando, ha ricordato: “Ancora oggi ci chiediamo il perché. Amore della mamma, tra poco sono quattro anni che non ti abbiamo più insieme a noi”. La sofferenza della famiglia è palpabile, ma la speranza non si è mai spenta.
Un omaggio speciale per Davide
Per ricordare Davide, i tifosi, i calciatori e i familiari hanno realizzato un omaggio speciale con il Carlino, la testata del Bologna. L’obiettivo è stato quello di portare un po’ di conforto a Davide e alla sua famiglia, ricordando la sua passione per il calcio e per la squadra. “Forza Bologna”, hanno scritto, sappiamo quanto lui ami il nostro Bologna e forse questo lo renderà più felice. L’omaggio è stato accompagnato da un messaggio di solidarietà da parte di Federico Ravaglia, ex portiere rossoblù, che ha visitato Davide in ospedale e ha espresso il desiderio di tornare a salutarlo.
Non solo i tifosi, ma anche i compagni di squadra hanno espresso il loro sostegno. Mimmo Maietta, ex calciatore rossoblù, ha ricordato come Davide fosse un ragazzo pieno di sogni e di passione. “Un ragazzino pieno di sogni, con quella passione sfrenata per il calcio e per il Bologna”, ha detto. Ora, però, lo vediamo sul lettino di un ospedale, e questa immagine fa male. La sua storia è diventata un simbolo di speranza e di lotta per la giustizia.
La famiglia di Davide continua a sperare che il ragazzo possa tornare a casa. La nostra vita è un inferno, ha detto il padre, Massimiliano. “Passiamo tante ore in ospedale, a stimolarlo, a fargli ascoltare le partite, la sua musica. Siamo convinti che lui senta il nostro affetto e il nostro desiderio che torni con noi. Che si risvegli. La nostra speranza è che possa ricevere il miracolo”. Il fratello, Alessandro, ha aggiunto: così come però lo è la speranza che possa riprendersi quello che gli è stato inspiegabilmente tolto: la sua vita. Davide aveva 20 anni, voleva vivere e non passare i suoi ultimi giorni in un letto d’ospedale”. L’appello di Alessandro è chiaro: “Non dimenticate la storia di Davide”.
Quattro anni dopo l’aggressione, il ricordo di Davide Ferrerio vive ancora nel cuore dei tifosi e della sua famiglia. Il Bologna lo abbraccia, lo ricorda e lo sostiene, sperando che un giorno possa tornare a vivere. “Davide rimane sempre con noi e quel posto in curva non glielo toglierà mai nessuno”, hanno detto i tifosi, un messaggio che rimane con lui per sempre.
