La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi presenta nuove prove per la revisione del processo
La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi chiede la revisione del processo per la strage di Erba, basandosi su nuove prove e errori durante le indagini.

La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi ha presentato nuove prove e ha sottolineato errori durante le indagini per chiedere la revisione del processo per la strage di Erba. Gli avvocati dei coniugi hanno tentato di convincere i giudici della Corte d’Appello di Brescia che ci sono elementi inediti che potrebbero modificare la sentenza di condanna all’ergastolo. Il 10 luglio si saprà se la richiesta di revisione sarà accolta o meno.
Le nuove prove e i presunti errori durante le indagini
La difesa di Romano e Bazzi ha sottolineato che durante le indagini sono stati commessi errori significativi, tra cui la gestione della confessione dei coniugi e il ritrovamento della macchia di sangue sull’auto di Olindo Romano. Gli avvocati hanno sottolineato che la testimonianza di Mario Frigerio, il marito di Valeria Cherubini, potrebbe essere stata influenzata da suggestioni durante il colloquio con i carabinieri. Secondo gli esperti interpellati, Frigerio avrebbe cambiato versione dopo aver parlato con il luogotenente Luciano Gallorini, che avrebbe sollecitato informazioni che potrebbero aver creato un effetto di suggestione.
La testimonianza di Mario Frigerio è stata oggetto di critiche per possibili suggestioni.
Secondo la difesa, la confessione di Romano e Bazzi potrebbe essere stata influenzata da colloqui con gli investigatori, durante i quali sono state presentate ipotesi e prove che hanno guidato la ricostruzione dei fatti. Gli avvocati sostengono che i coniugi hanno ricostruito i dettagli degli omicidi in base a informazioni fornite durante gli interrogatori, senza aver visto le prove direttamente. Inoltre, la difesa ha sottolineato che la confessione di Romano potrebbe essere stata influenzata da promesse di attenuanti e da un’ipotesi di condanna lieve.
Le prove e le contestazioni dell’accusa
La richiesta di revisione si basa anche su nuove prove emerse grazie a consulenti di parte interpellati negli ultimi anni. Tra queste, c’è l’accertamento di disturbi psicopatologici in Olindo Romano e deficit cognitivi in Rosa Bazzi, non valutati nei tre gradi di giudizio. Inoltre, la difesa ha sollevato dubbi sul sangue trovato sull’auto di Romano, sostenendo che non è visibile nelle foto ufficiali e che mancano i cartelli identificativi delle prove. Gli avvocati sostengono che il sangue potrebbe non provenire dall’auto di Romano, ma da un altro luogo.
La difesa ha sollevato dubbi sulle prove principali del processo.
L’accusa, rappresentata dagli avvocati delle parti civili e dal sostituto procuratore di Milano Cuno Tarfusser, ha ribadito la colpevolezza di Romano e Bazzi, sottolineando che le prove inconfutabili contro di loro sono state già valutate nei tre gradi di giudizio. Il procuratore generale di Brescia Guido Rispoli ha definito l’ipotesi di altri colpevoli «inverosimile», mentre l’avvocato generale Domenico Chiaro ha ritenuto che le nuove prove siano «suggestioni mediatiche, non fatti nuovi dal punto di vista probatorio».
La strage di Erba e le sue conseguenze
La strage di Erba, avvenuta il 11 dicembre 2006, ha visto la morte di quattro persone: Raffaella Castagna, suo figlio Youssef, sua madre Paola Galli e una vicina di casa Valeria Cherubini. Il marito di Cherubini, Mario Frigerio, è sopravvissuto grazie a una coltellata alla gola. Le indagini inizialmente si concentravano su Azouz Marzouk, marito di Castagna e padre di Youssef, ma si scoprì che al momento degli omicidi si trovava in Tunisia. Romano e Bazzi, vicini di casa di Castagna e Marzouk, furono arrestati il 8 gennaio 2007 e confessarono il 10 gennaio. Le loro confessioni furono supportate da prove come la testimonianza di Frigerio e la macchia di sangue sull’auto.
La sentenza di condanna all’ergastolo fu confermata dalla Corte d’Appello di Milano e dalla Cassazione. La revisione del processo, l’ultima possibilità per correggere un errore giudiziario, è stata richiesta da entrambi i lati: la difesa e il sostituto procuratore di Milano. La Corte d’Appello di Brescia ha fissato l’udienza per il 10 luglio per decidere se aprire la revisione o confermare la condanna.
