Dimissioni per giusta causa e Naspi: quando si ha diritto all’indennità di disoccupazione
Dimissioni per giusta causa e Naspi: quando si ha diritto all’indennità di disoccupazione

Le dimissioni per giusta causa non compromettono il diritto alla Naspi, ma è necessario seguire una procedura precisa per garantirsi l’accesso all’indennità di disoccupazione. L’Inps ha confermato che, in determinate situazioni, le dimissioni non rappresentano una scelta volontaria ma una conseguenza di comportamenti del datore di lavoro. Questo è particolarmente rilevante per i lavoratori che si trovano in condizioni di grave inadempimento da parte del datore, rendendo impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro.
Quali sono le condizioni per ottenere la Naspi con le dimissioni per giusta causa
Per ottenere la Naspi in caso di dimissioni per giusta causa, è necessario che si verifichi un inadempimento del datore di lavoro talmente grave da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto, anche solo temporaneamente. Tra i casi che possono giustificare le dimissioni in tronco rientrano il mancato pagamento degli stipendi, l’omesso versamento dei contributi, condotte ingiuriose o lesive della dignità del lavoratore, mobbing, molestie sessuali, demansionamento o discriminazioni. Tuttavia, non basta la presenza di una di queste circostanze: il lavoratore deve poter documentare quanto accaduto, poiché il datore di lavoro potrebbe contestare le dimissioni e richiedere il pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso.
Non è necessario descrivere nel dettaglio, all’interno della comunicazione, tutti i fatti che hanno portato all’interruzione del rapporto. Il dipendente deve infatti essere in grado di dimostrare la sussistenza della giusta causa qualora questa venga contestata. L’Inps ha ribadito che si considerano “disoccupati i soggetti privi di impiego che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che dichiarino in forma telematica al portale nazionale delle politiche del lavoro la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego”.
Come richiedere la Naspi in caso di dimissioni per giusta causa
La procedura per la richiesta dell’indennità di disoccupazione è la stessa prevista per le altre ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro. Tuttavia, è necessario assicurarsi che le dimissioni siano state rassegnate correttamente, seguendo la procedura telematica prevista dall’articolo 26 del decreto legislativo n. 151 del 2015. Il lavoratore può procedere autonomamente tramite il portale ClicLavoro, oppure rivolgersi a un patronato, a un’organizzazione sindacale o a un altro soggetto abilitato. Durante la compilazione, è necessario selezionare espressamente l’opzione “dimissioni per giusta causa”.
Un errore nella scelta della causale può compromettere il diritto alla Naspi, visto che potrebbe essere molto complicato modificare successivamente la propria indicazione. Per tale ragione, è consigliabile raccogliere la documentazione utile e magari farsi assistere da un sindacato o da un patronato. La correttezza nella scelta della causale è fondamentale per garantire il diritto all’indennità. Una volta cessato correttamente il rapporto, la domanda di Naspi può essere presentata seguendo la procedura ordinaria, nel rispetto dei termini e degli altri requisiti previsti per l’accesso all’indennità.
