L’Inps deve recuperare 1,4 miliardi di euro per il reddito di cittadinanza
L’Inps deve recuperare quasi 1,4 miliardi di euro per il reddito di cittadinanza, nonostante la misura sia terminata nel 2023.

Un debito accumulato nel tempo
Il reddito di cittadinanza, introdotto nel 2019, ha visto un utilizzo massiccio, con un picco di spesa nel 2021 che ha superato gli 8,8 miliardi di euro. La misura, però, è terminata il 31 dicembre 2023, ma l’Inps si ritrova ancora con circa 1,4 miliardi di euro da recuperare. Il dato emerge dagli allegati al rendiconto generale dell’Istituto per il 2025, aggiornati a fine luglio 2026. Il capitolo di entrata “3E1309032” indica un ammontare di 1.394.652.047,09 euro per i residui riferiti alle annualità dal 2021 al 2024. Questo importo, però, non è solo un accumulo di indebiti, ma anche un segno di inefficienze nella gestione e nel controllo delle spese.
La misura ha lasciato un debito non recuperato di circa 1,4 miliardi di euro. Il sistema di erogazione si basava su autocertificazioni, verificate in un secondo momento, un approccio che ha portato a un elevato numero di indebiti. Il ministero del Lavoro ha confermato questa criticità, ricordando che i sussidi venivano erogati inizialmente sulla base di dichiarazioni dei beneficiari. La Corte dei conti ha segnalato che i controlli non erano stati attuati in modo tempestivo, con il sistema preventivo antifrode avviato solo alla fine del 2020 e pienamente attuato nel giugno 2022.
Le cause principali degli indebiti
Tra le categorie degli indebiti, la più frequente è la mancanza del requisito di residenza o cittadinanza, seguita dal superamento della soglia Isee, dalle variazioni del nucleo familiare e dallo svolgimento di attività lavorativa non comunicata. La guardia di finanza ha isolato oltre 5.700 domande del periodo 2019-2021, con un tasso di irregolarità superiore all’82%. I controlli hanno rivelato oltre 8,7 milioni di indebiti, con un totale di circa 45 milioni di euro emersi come irregolari. Tuttavia, la platea controllata corrisponde solo al 16 per cento del totale, indicando una limitata efficacia dei controlli.
Il tasso di recupero dei fondi indebitamente erogati è stato di circa 1,40 euro recuperati ogni 10 indebiti. Questo dato, definito “piuttosto esiguo” dalla Corte dei conti, indica una gestione non sufficientemente efficiente, che ha portato a un accumulo di indebiti non recuperati. L’Inps ha recuperato solo 141.328.925,79 euro su un totale di 967.843.254,87 euro di indebiti rilevati. Il recupero avviene attraverso due canali: lo storno delle somme ancora presenti sulla Carta RdC e la procedura “Recupero indebiti”.
Il governo ha sostituito il reddito di cittadinanza con l’Adi, l’Assegno di inclusione, che ha visto una spesa di oltre 5,6 miliardi nel 2025. Il risparmio rispetto al reddito di cittadinanza è stato di circa 1,4 miliardi di euro. Tuttavia, il conto non è ancora chiuso: il reddito di cittadinanza ha lasciato un debito di circa 1,4 miliardi, che l’Inps deve recuperare. Questo indica una gestione non sufficientemente efficiente, che ha portato a un accumulo di indebiti non recuperati.
