Elisa Claps, 33 anni dall’omicidio: Libera chiede ancora verità e giustizia
Libera Basilicata rinnova la richiesta di verità e giustizia per Elisa Claps a 33 anni dall’omicidio.

A 33 anni dall’omicidio di Elisa Claps, la memoria della studentessa potentina continua a essere al centro dell’attenzione. Il 12 settembre 2026, il trentatreesimo anniversario dell’omicidio, Libera Basilicata ha rinnovato la richiesta di verità e giustizia, ribadendo con forza il ricordo della giovane e la sua lotta contro il silenzio e la complicità. Elisa, sedicenne uccisa a Potenza il 12 settembre 1993, è ancora oggi simbolo di una battaglia che non si è mai conclusa.
Un ricordo che non si estingue
Il messaggio diffuso da Libera Basilicata ha sottolineato come il nome di Elisa sia legato al rifiuto dell’oblio e alla necessità di contrastare ogni forma di convenienza, connivenza e paura. L’organizzazione ha richiamato elementi simbolici come una targa non rimossa, una tonaca nera e l’ombra di massoni e circoli ristretti, che evocano un richiamo esplicito a chi non ha adempiuto al proprio dovere e a chi si è reso complice.
Libera ha ribadito che l’assenza di un impegno costante avrebbe significato tradire i passi già compiuti e accettare un ritorno a un passato in cui ogni ingiustizia e silenzio fu possibile. La memoria viva di Elisa, tuttavia, continua a essere un motore di progetti e iniziative che portano il suo nome in diverse parti del mondo.
La famiglia e il sogno di Elisa
Il testo di Libera ha anche evidenziato le sofferenze inflitte alla famiglia di Elisa Claps, sottolineando il legame profondo tra la memoria della giovane e i progetti nati nel suo nome. L’organizzazione ha ricordato che nel 2011, a Potenza, tutte le vittime delle mafie furono commemorate proprio nel nome di Elisa. Lo stesso nome, ha scritto Libera, continuerà a essere ricordato con tenacia, anche a dispetto di chi vorrebbe cancellarlo dalla memoria collettiva.
Nel messaggio, si è richiamato inoltre il diritto della famiglia a godere della bellezza del sogno di Elisa, un sogno che oggi si riflette vividamente nei volti innocenti dei bambini e delle bambine di Goma, in Africa, testimoniando un’eredità di solidarietà e futuro.
Un passato che non si cancella
Il corpo di Elisa Claps fu ritrovato il 17 marzo 2010, dopo quasi diciassette anni di ricerche e attesa, nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità, nel cuore del centro storico di Potenza. Per l’efferato omicidio, Danilo Restivo è stato condannato in via definitiva a trent’anni di reclusione. Attualmente, Restivo è detenuto in Inghilterra, dove sta scontando una pena per un altro assassinio.
Libera Basilicata ha ribadito che non dimentica e continuerà a chiedere verità e giustizia, mantenendo viva la memoria di Elisa. Il ricordo di una ragazza piena di sogni e di un omicidio che ha scosso una comunità intera rimane un tema centrale, non solo per la sua storia, ma per il suo impatto su una società che cerca ancora giustizia e verità.
