Elvis Presley muore a Memphis il 16 agosto 1977

Il 16 agosto 1977, Elvis Presley muore a Memphis per un attacco cardiaco.

Elvis Presley trovato morto a Memphis in casa, attacco cardiaco, 16 agosto 1977
Elvis Presley trovato morto a Memphis in casa, attacco cardiaco, 16 agosto 1977

Il 16 agosto 1977, a Memphis, Tennessee, il mondo fu sconvolto dalla notizia della morte di Elvis Presley. Il quarantaduenne Re del Rock’ n’ Roll veniva trovato morto per un attacco cardiaco nella sua casa di Graceland, alla vigilia di un tour che sarebbe dovuto partire il giorno seguente. La notizia, che colpì il mondo intero, non fu del tutto inaspettata per chi era vicino al cantante, come amici, parenti e fan fedeli. La salute di Elvis, già precaria da anni, aveva subito un peggioramento significativo, aggravato da problemi familiari, artistici e da un uso eccessivo di farmaci.

Un periodo di crisi e distacco dalla famiglia

Da diversi anni, Elvis aveva attraversato un periodo di profonda instabilità, caratterizzato da seri problemi di salute, artistici e familiari. I lunghi periodi di lontananza dalla famiglia, dovuti alle interminabili tournée programmate dal famigerato Colonnello Parker, avevano creato un distacco profondo. I rapporti con altre donne e l’uso crescente di farmaci, soprattutto dopo il suo ritorno alle esibizioni dal vivo nel 1969, avevano aggravato la situazione. La moglie Priscilla, che lo amava profondamente, aveva deciso di divorziare da lui nel febbraio del 1972, un evento che lo aveva colpito profondamente e aveva scatenato un periodo di depressione.

Un ultimo concerto e un’ultima notte

Il 26 giugno 1977, nonostante le precarie condizioni di salute, Elvis aveva regalato ai 18.000 spettatori della Market Square Arena di Indianapolis un concerto memorabile, il migliore del 1977. Dimostrava ancora di essere a suo agio sul palco e di avere voglia di fare musica. Dopo il concerto, tornò a Memphis per riposare e preparare il tour che avrebbe dovuto iniziare il 17 agosto. Verso le 9:30 del mattino, si recò in bagno per continuare la lettura del libro The Scientific Search For The Face Of Jesus di Frank Adams.

Alle 14:00, squillò un campanello nel centralino di Graceland, proveniente dall’interfono di una stanza al secondo piano. «Al, presto… vieni subito in bagno… Elvis è svenuto», disse Ginger Alden, la guardia del corpo di Elvis. Al Strada, il fidatissimo addetto al guardaroba, salì immediatamente al piano superiore. Joe Esposito, un altro stretto collaboratore e amico di Elvis, raggiunse il bagno e trovò il corpo di Elvis a faccia in giù, con il volto violaceo e i calzoni del pigiama abbassati. Elvis non ci lasciare… continuava a ripetere tra le lacrime Vernon Presley, il padre del cantante. L’ambulanza arrivò poco dopo, e il corpo fu trasportato all’ospedale. Alle 15:30, Elvis Aaron Presley fu dichiarato morto per un attacco cardiaco. Aveva 42 anni.

La notizia della morte di Elvis scatenò un’ondata di dolore e lutto in tutto il mondo. Mentre il corpo del cantante veniva trasportato all’ospedale, migliaia di persone si radunavano davanti a Graceland. Dopo un’ora, erano tremila, e nel pomeriggio erano ventimila. In tarda serata, erano ottantamila. Da tutto il mondo arrivavano ordini ai fioristi di Memphis per confezionare cuscinetti floreali a forma di chitarre, cani, orsacchiotti, cuori spezzati e corone. Furono organizzati due voli speciali che trasportarono cinque tonnellate di fiori dalla California e dal Colorado.

La morte di Elvis Presley segnò la fine di un’era. Il Re del Rock’ n’ Roll, che aveva rivoluzionato la musica e il mondo della cultura pop, lasciò un’eredità immensa. La sua vita, segnata da successi, lutti e sfide, rimane un simbolo di passione, talento e fragilità umana.