Emergenza abitativa in Sicilia: Ania e Casa Mia chiedono un Patto per l’abitare

Emergenza casa in Sicilia: Ania e Casa Mia propongono un Patto per l’abitare e incentivi per proprietari.

L’emergenza abitativa in Sicilia coinvolge famiglie di ogni classe sociale, da quelle in difficoltà a quelle di ceto medio. Secondo dati recenti, migliaia di famiglie attendono un alloggio pubblico, mentre il patrimonio abitativo esistente mostra fenomeni di inutilizzo, degrado e occupazione senza titolo. Ania e Casa Mia, due associazioni che rappresentano rispettivamente inquilini e proprietari, hanno lanciato un appello per un Patto siciliano per l’abitare, che miri a creare un sistema equilibrato tra diritti e responsabilità. L’emergenza non è più episodica, ma una questione sociale, economica e urbana che coinvolge diverse fasce della popolazione.

Emergenza abitativa e aumento dei canoni

Secondo dati statistici, in Sicilia esistono tra 400 e 500 mila abitazioni sfitte, ma molte sono localizzate nei piccoli comuni in via di spopolamento. Al contrario, cresce il numero di famiglie che non riescono a trovare un’abitazione dignitosa nelle città più grandi e turistiche. Il documento presentato da Ania e Casa Mia segnala una forte pressione sui canoni e una riduzione dell’offerta abitativa stabile in numerose città siciliane. L’affitto o la rata del mutuo arriva a impegnare circa il 40% del salario medio siciliano, superando la soglia di sostenibilità del 30%.

Non possiamo accettare l’idea che una famiglia in difficoltà debba necessariamente diventare controparte di un’altra famiglia, di un piccolo proprietario, di un anziano che dispone di un’unica abitazione o di un locatore che, a sua volta, può trovarsi esposto al rischio di morosità.

La risposta all’emergenza deve essere pubblica, programmata e trasparente, non affidata alla forza o all’occupazione illegittima. Le due associazioni sottolineano che l’emergenza abitativa non può essere affrontata semplicemente aumentando il numero delle costruzioni, ma occorre mettere in relazione patrimonio esistente, domanda abitativa, redditi e regole del mercato. La priorità deve essere il recupero e la rigenerazione del patrimonio già costruito, evitando il consumo di suolo inutilizzato.

Un Patto per l’abitare e incentivi per i proprietari

Le due associazioni propongono un Patto siciliano per l’abitare, basato su priorità concrete: il recupero del patrimonio pubblico inutilizzato, l’incentivo al canone concordato e la creazione di un sistema pubblico di garanzia per proprietari e inquilini. AI proprietari che scelgono di mettere gli immobili sul mercato a canone sostenibile devono essere garantiti incentivi fiscali e strumenti pubblici di garanzia. L’obiettivo è prevenire la morosità, favorire la stipula dei contratti e ridurre il rischio di abbandono degli immobili.

La casa deve tornare a essere un terreno di equilibrio sociale, non un campo di battaglia.

La contrapposizione ideologica tra proprietari e inquilini non serve a nessuno. Il proprietario deve poter contare su regole certe, tempi ragionevoli e strumenti efficaci contro la morosità. L’inquilino, invece, deve poter contare su canoni sostenibili, contratti trasparenti e tutela dalle situazioni di disagio economico. Il documento sottolinea che l’emergenza abitativa non può essere affrontata semplicemente aumentando il numero delle costruzioni, ma occorre mettere in relazione patrimonio esistente, domanda abitativa, redditi e regole del mercato. Le due associazioni chiedono un confronto serio sugli effetti che le trasformazioni del mercato immobiliare stanno producendo sulla casa. Non sono contrarie al turismo né all’iniziativa privata, ma sono contrarie a un modello in cui abitare stabilmente una città diventa economicamente impossibile per chi in quella città lavora, studia e costruisce la propria famiglia.