Ergastolo definitivo per Rosa Bazzi e Olindo Romano nella strage di Erba

La Cassazione conferma l’ergastolo per i coniugi accusati dell’omicidio di Raffaella Castagna e di altri due morti.

Ergastolo definitivo per Rosa Bazzi e Olindo Romano nella strage di Erba
Ergastolo definitivo per Rosa Bazzi e Olindo Romano nella strage di Erba

La Cassazione ha confermato definitivamente l’ergastolo per Rosa Bazzi e Olindo Romano, i coniugi accusati dell’omicidio di Raffaella Castagna e di altri due morti nella strage di Erba del 2006. La decisione, resa oggi, chiude per sempre il processo e segna la fine di ogni possibilità di revisione. I due sono stati condannati per omicidio premeditato e furto aggravato, con l’unico superstite, Mario Frigerio, a riconoscere Olindo Romano come l’assalitore. Nonostante le contestazioni e le richieste di revisione da parte dei loro legali, la Suprema Corte ha respinto definitivamente il ricorso, chiudendo le porte del carcere per i due.

La strage e le contestazioni processuali

La strage di Erba, avvenuta il 11 dicembre 2006, ha visto la morte di Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la madre Paola Galli e la vicina Valeria Cherubini. Rosa e Olindo Romano sono stati accusati di aver commesso i delitti, ma hanno sempre negato di essere saliti al secondo piano e hanno sostenuto che la macchia di sangue trovata vicino alla tenda potesse indicare la presenza di altre persone. La difesa ha sostenuto che l’analisi di reperti come un capello, un giubbotto, un cellulare e una tenda potesse cambiare la sorte del processo.

La difesa ha sottolineato che l’analisi di reperti potesse rivelare nuove dinamiche, ma la Cassazione ha ritenuto che non ci fosse alcuna base per modificare la sentenza. La richiesta di revisione è stata respinta definitivamente dalla quinta sezione penale, che ha rigettato l’incidente probatorio e le analisi su reperti mai esaminati.

Un problema economico e la reazione dei legali

Il 16 gennaio 2018, la Corte d’Appello di Brescia ha posto in discussione chi dovesse pagare le spese per le nuove perizie, mettendo in luce un problema di natura economica. La difesa dei coniugi Romano, guidata da Fabio Schembri, ha reagito con forza, dichiarando che non poteva essere accettato il principio che chi ha i soldi potesse permettersi una revisione del processo, mentre chi non li ha non ne avrebbe diritto.

La richiesta di revisione è stata respinta definitivamente, chiudendo ogni possibilità di ulteriore esame del caso. La Cassazione, nonostante la richiesta del pg Massimo Galli di accogliere il ricorso, ha chiuso per sempre le porte del carcere per Rosa e Olindo. La loro condanna è considerata definitiva, salvo ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Nonostante la certezza della colpevolezza indicata dall’unico superstite, Mario Frigerio, si sono sviluppati dibattiti sull’innocenza dei due, con alcuni sostenitori che hanno iniziato a credere in una versione diversa degli eventi. Tra loro anche Azouz Marzouk, il marito di Raffaella Castagna, che fu il primo sospettato ma aveva un alibi solido: si trovava in Tunisia al momento della strage.