Europa non è ben preparata per la guerra ibrida con la Russia

Alain Berset, segretario generale del Consiglio d’Europa, avverte che l’Europa non è ben preparata per la guerra ibrida con la Russia.

Alain Berset, segretario generale del Consiglio d’Europa, ha espresso preoccupazioni circa la preparazione dell’Europa per la guerra ibrida con la Russia, sottolineando come il continente non sia sufficientemente pronto a fronteggiare le minacce moderne. In un’intervista durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, Berset ha riconosciuto che le istituzioni europee devono “evolvere per affrontare il challenge dei threat ibridi”. L’esperto ha sottolineato come la guerra moderna si sia trasformata, con l’uso di droni e campagne di manipolazione dell’informazione che mettono a rischio la stabilità democratica.

Democrazia in evoluzione

Berset ha riconosciuto che il fenomeno delle forze politiche di destra, spesso unite da tendenze nazionaliste e populiste, sta guadagnando terreno in diversi paesi europei, tra cui Austria, Francia e Paesi Bassi. Questi movimenti, ha sottolineato, fanno parte del “corpo vivente” della democrazia europea. Tuttavia, ha anche riconosciuto che l’Europa deve affrontare una “grande sequenza di crisi” negli ultimi anni, tra cui la crisi finanziaria, l’aumento delle disuguaglianze, la crisi dei debiti, la guerra in Ucraina e l’invasione della Crimea nel 2014. Questi eventi, ha detto, hanno contribuito a un crescente disincanto tra i cittadini.

La democrazia europea si trova in un momento di transizione, con nuove sfide e nuove dinamiche politiche. Berset ha sottolineato che, nonostante le tensioni, l’Europa ha dimostrato la capacità di “assorbire gli shock” e di adattarsi a nuove situazioni. Ha anche menzionato il ruolo degli Stati Uniti nel contesto europeo, sottolineando come il presidente Donald Trump abbia sostenuto la riconversione della difesa europea, ma abbia anche criticato le politiche liberali.

Investimenti in sicurezza democratica

Berset ha sottolineato l’importanza di investire nella “sicurezza democratica”, un concetto che include la protezione dei valori democratici, la democrazia e le istituzioni forti. Ha affermato che, sebbene l’Europa stia aumentando i fondi per la difesa, “al tempo stesso si osserva un forte retrocedere nei valori democratici e nella qualità dei dibattiti”. Questo rischio, ha avvertito, potrebbe portare a situazioni in cui “paesi ben armati” non hanno il controllo democratico necessario per limitare l’uso delle armi. Per questo motivo, ha sottolineato, è necessario un approccio comprensivo che unisca sicurezza e democrazia.

La democrazia europea deve trovare un equilibrio tra sicurezza e libertà, senza compromettere i principi fondamentali. Berset ha anche menzionato il ruolo degli Stati Uniti nel contesto europeo, sottolineando come il presidente Donald Trump abbia sostenuto la riconversione della difesa europea, ma abbia anche criticato le politiche liberali. Berset ha riconosciuto di essere “sorpreso da questa nuova forma di politica”, ma ha ribadito che il rapporto transatlantico rimane “fondamentale e forte”, basato su decenni di storia e di obiettivi condivisi. Nonostante le sfide, Berset ha espresso ottimismo, sottolineando che l’Europa ha dimostrato la capacità di “assorbire gli shock” e di adattarsi a nuove situazioni. Ha anche sottolineato che, nonostante le divergenze politiche, i 27 paesi dell’Unione Europea condividono una moneta unica e un insieme di leggi, il che potrebbe facilitare una collaborazione più stretta. Tuttavia, ha riconosciuto che l’ottimismo è “troppo ottimista”, ma ha sottolineato che l’esperienza storica mostra che l’ottimismo è spesso la scelta giusta.