Famiglia di Andrea: «Una disputa sui minuti non serve a niente»
Famiglia di Andrea replica a Azienda Zero: chiede miglioramento del sistema sanitario, non solo sulla tempistica.

La famiglia di Andrea, la 23enne in gravi condizioni dopo essere stata investita a Vibo Valentia, ha replicato a Azienda Zero, l’ente di governance della sanità calabrese, sottolineando che una disputa sui minuti non serve a niente. I parenti hanno chiarito che la loro lettera non è nata per aprire una discussione sul numero esatto dei minuti intercorsi tra l’incidente e l’arrivo dei soccorsi, ma per chiedere un confronto serio sul funzionamento complessivo del sistema dell’emergenza. L’attenzione, hanno sottolineato, deve spostarsi sulle condizioni generali del sistema sanitario, non solo sulla tempistica. La famiglia ha espresso la propria disponibilità al dialogo, ma ha chiarito che non è disposta a sterile polemiche.
Non si accusano i professionisti
La famiglia ha precisato che non ha mai accusato medici, infermieri o operatori del 118. Al contrario, hanno espresso riconoscenza verso chi ha prestato soccorso in quel momento di estremo dolore. «Abbiamo scritto nero su bianco che il nostro ringraziamento va proprio a quei professionisti che ogni giorno operano con competenza, umanità e spirito di sacrificio», hanno sottolineato. La lettera, diffusa dalla zia di Andrea, ha posto domande precise su come migliorare il sistema di emergenza, quali investimenti sono previsti e come sostenere il personale sanitario. «Queste sono le domande alle quali speravamo di ricevere una risposta e non è ad Azienda Zero che abbiamo chiesto queste precisazioni», hanno aggiunto.
La famiglia ha ribadito che il loro intento non è attribuire responsabilità personali a chi è intervenuto, ma chiedere un confronto serio sul funzionamento complessivo del sistema. «Una famiglia che vive un evento traumatico non ha la pretesa di sostituirsi alle ricostruzioni tecniche», hanno spiegato. Tuttavia, hanno sottolineato che hanno il diritto di raccontare ciò che hanno vissuto e di chiedere che da quella esperienza nasca un miglioramento per tutti. «Riguarda ogni cittadino calabrese che, nel momento più difficile della propria vita, deve poter confidare in un sistema sanitario sempre più forte, tempestivo ed efficiente», hanno concluso.
Un sistema che deve migliorare per tutti
La famiglia ha espresso la propria disponibilità al dialogo, ma ha chiarito che non è disposta a sterile polemiche. «La nostra battaglia non riguarda soltanto Andrea. Riguarda ogni cittadino calabrese», hanno sottolineato. L’attenzione, hanno ribadito, deve spostarsi da una contrapposizione sui minuti a una riflessione concreta sulle proposte avanzate nella loro lettera. «Perché crediamo che questo sia il modo migliore per onorare il lavoro dei professionisti dell’emergenza e, soprattutto, per offrire ai cittadini risposte che guardino al futuro», hanno concluso.
La famiglia ha ribadito che non si è mai trattato di attribuire colpe, ma di chiedere un miglioramento del sistema. «Non abbiamo mai accusato gli infermieri», hanno sottolineato. «Se Azienda Zero dispone di dati ufficiali sui tempi di intervento, sarà nelle sedi competenti che tali dati potranno essere valutati e, se necessario, verificati», hanno aggiunto. La famiglia ha espresso la propria fiducia nel sistema sanitario, ma ha anche chiesto un confronto serio e concreto per migliorare le condizioni di emergenza per tutti i cittadini calabresi.
La famiglia ha chiarito che non si tratta di attribuire responsabilità personali, ma di chiedere un miglioramento del sistema.
La loro lettera ha posto domande precise su come migliorare il sistema di emergenza e sostenere il personale sanitario.
