Artigiano di Vigevano indebitato per 300mila euro si affida alla “salva suicidi”

Artigiano di Vigevano indebitato per 300mila euro si affida alla “salva suicidi” per risanare la situazione

Artigiano di Vigevano con debito di 300mila euro si affida alla legge "salva suicidi" per risanare la situazione
Artigiano di Vigevano con debito di 300mila euro si affida alla legge "salva suicidi" per risanare la situazione

Un artigiano in crisi si affida alla legge “salva suicidi”

Antonio, un artigiano di Vigevano, ha visto crescere anno dopo anno il suo debito fino a raggiungere 300mila euro. La sua situazione, ormai insostenibile, lo ha portato a chiedere la liquidazione controllata, una misura prevista dalla legge “salva suicidi”. Questa norma, approvata nel 2012, permette a soggetti in grave sovraindebitamento di affrontare un percorso di risanamento, pur mantenendo una certa autonomia nella gestione dei propri beni. Il Tribunale di Pavia ha accolto la richiesta e ha disposto l’apertura della procedura, consentendo a Antonio di proseguire con un piano di rientro del debito in base alle sue capacità economiche. La legge è una soluzione concreta per chi si trova in una situazione di estrema difficoltà.

La spirale del debito e le cause della crisi

La situazione di Antonio si è aggravata negli anni, iniziando dal 2008, anno in cui la crisi economica globale ha colpito duramente il settore dell’edilizia e dell’impiantistica. Lavorando inizialmente come dipendente, poi in proprio, Antonio ha visto crescere la sua azienda, ma anche le spese. Con l’arrivo del Superbonus, il settore dell’edilizia ha subito un calo, e con esso anche i redditi. Nel 2013, Antonio ha dovuto affrontare una separazione e una diagnosi di patologia cardiaca, che lo ha costretto a ridurre il lavoro e a guadagnare meno. Con l’emergenza sanitaria del 2020, ha deciso di vendere casa e andare in prepensionamento, riducendo drasticamente le sue entrate. La combinazione di fattori ha portato a un debito complessivo di circa 313mila euro, di cui 211mila derivanti da omessi versamenti di Irpef, Iva e contributi previdenziali. La spirale del debito ha reso la situazione insostenibile.

Nel corso di oltre dodici anni, Antonio ha accumulato debiti fiscali e finanziari per un valore complessivo di circa 313mila euro. Di questi, 211mila provengono da cartelle di pagamento e avvisi di addebito per omessi versamenti di Irpef, Iva e contributi previdenziali. Una cifra spropositata se confrontata con una pensione mensile di meno di duemila euro. Ad Antonio non restava altra soluzione che la liquidazione controllata prevista dalla legge “salva suicidi”. Il Tribunale, dopo aver riconosciuto l’idoneità della procedura, ha nominato un liquidatore con il compito di individuare quanto versare ai creditori.

Antonio, avendo venduto la sua unica casa, risultava proprietario solo della propria auto: considerato il basso valore del mezzo (circa 7.000 euro), i legali dell’uomo hanno chiesto al giudice di poterla mantenere durante i tre anni della procedura di liquidazione. La proprietà dell’auto è un elemento cruciale per la sua mobilità e per il lavoro.

Nella provincia di Pavia, il numero di composizioni di crisi è in calo: nel 2023 erano state 106, nel 2025 sono scese a 74. Al contrario, il numero di imprese fallite è cresciuto: 63 nel 2023, 81 nel 2025. Questo andamento a vasi comunicanti è dovuto al fatto che molti tentativi di risanamento non hanno avuto successo, portando le aziende a fallire. Tra le imprese colpite, quelle del settore dell’edilizia e della ristorazione sono state le più colpite, a causa dei rincari e dell’aumento del costo degli affitti. La legge “salva suicidi” rappresenta una soluzione per chi si trova in questa situazione.