Il ritratto degli over 65 tra Varese e i laghi: salute, mobilità e relazioni in bilico

Ricerca sull’età avanzata in Lombardia: mobilità, salute e relazioni sociali tra i più anziani.

Over 65 in Lombardia: mobilità, salute e relazioni sociali in bilico
Over 65 in Lombardia: mobilità, salute e relazioni sociali in bilico

La popolazione over 65 in Lombardia vive un quadro complesso, con elementi di forza e di fragilità. Tra Varese e i laghi, il 40% degli anziani indica il trasporto pubblico efficiente come il servizio essenziale che manca, un dato superiore alla media regionale e a Milano. L’ansia per la salute, la mancanza di trasporti e la difficoltà a muoversi emergono come temi centrali, mentre la salute fisica e l’umore sembrano in media migliorati rispetto alla Lombardia. La ricerca demoscopica “Popolazione over 65 residente in Lombardia: stili di vita e comportamenti sociali”, promossa dal Garante per la tutela dei minori e delle fragilità Riccardo Bettiga, ha analizzato 3.000 interviste raccolte nel marzo 2026, con un margine di errore del 3,7% a livello di macroterritorio.

Salute, mobilità e relazioni: i dati chiave

La salute fisica e mentale degli over 65 nell’area dei laghi si colloca al di sopra della media regionale. Il 51% degli intervistati si dichiara calmo e sereno, contro il 45% della Lombardia, mentre il 28% si dice scoraggiato o triste, un valore inferiore al 35% regionale. Tuttavia, la salute rimane la principale fonte di preoccupazione, con il 50% degli anziani che la cita come problema principale. Tra i problemi concreti, il 51% segnala difficoltà di vista, il 49% difficoltà a gestire ansia o depressione, il 34% problemi di udito e il 32% di memoria. Il medico di base è il riferimento principale, con il 87% che lo consulta, e il 39% che lo frequenta una o due volte al mese.

La rete di supporto e la famiglia

La rete di supporto familiare appare fragile: il 54% degli over 65 dichiara che in famiglia non c’è nessuno che si occupi della sua salute. Questo valore è inferiore alla media lombarda (62%), ma rimane comunque elevato. Il 38% dei casi ha il coniuge o il partner come riferimento. La famiglia, inoltre, sembra essere un ammortizzatore sociale: il 32% degli anziani ha dato un aiuto economico ai familiari nell’ultimo anno, contro il 29% della media lombarda, mentre solo il 7% ha dovuto chiederne. Questo indica una dinamica di sostegno intergenerazionale, ma anche di dipendenza.

La mobilità rappresenta un tema cruciale. Il 40% degli over 65 indica il trasporto pubblico efficiente come il servizio essenziale mancante, un valore superiore alla media lombarda e a Milano. Il 27% degli intervistati segnala difficoltà a guidare l’automobile, e il 31% difficoltà a camminare o muoversi. Questi dati sottolineano una progressiva riduzione dell’autonomia motoria, con conseguenze sull’accesso a servizi essenziali come la visita specialistica o l’attività ricreativa. La mobilità non è solo un problema di comfort, ma un fattore determinante per la qualità della vita.

Stili di vita, tecnologia e socialità

La popolazione over 65 nell’area dei laghi si distingue per uno stile di vita relativamente sano. Il 71% dichiara di aver abolito il fumo, il 62% di limitare l’alcol, e il 42% di praticare attività fisica regolare, contro il 37% regionale. Tuttavia, restano due aree di preoccupazione: solo il 46% limita zuccheri e sale, e appena il 26% beve almeno otto bicchieri d’acqua al giorno. La tecnologia, invece, è ampiamente utilizzata: il 97% degli anziani usa il cellulare, e il 61% computer o tablet. Internet serve soprattutto per comunicare via mail e WhatsApp, controllare il conto in banca, informarsi e prenotare visite mediche.

La socialità, purtroppo, mostra un equilibrio precario. Il 48% degli intervistati si sente escluso rispetto al contesto sociale, e il 43% incluso. La vita sociale è divisa a metà tra soddisfatti e insoddisfatti. Gli anziani partecipano a eventi come parchi, fiere e mercati, con il 78% che ha visitato spazi verdi e il 53% a fiere e mercati. L’Università della Terza Età è conosciuta dal 62%, e il 20% ha partecipato a corsi o lezioni. Tuttavia, il 48% dichiara di essere stato bersaglio di truffe o tentativi di truffa, il valore più alto della regione, ma anche la quota di truffe andate a segno è la più bassa (21%), segno di una rete di allerta familiare efficace.