Familiari di vittime di femminicidi in piazza a Roma per chiedere giustizia e riforme

Familiari di vittime di femminicidi manifestano a Roma per chiedere riforme e giustizia, con l’obiettivo di sensibilizzare istituzioni e società civile.

Il 15 ottobre 2025, a Roma, familiari di vittime di femminicidi si sono dati appuntamento in piazza Santi Apostoli per manifestare contro la violenza di genere e chiedere riforme legislative e maggiore attenzione alle vittime. L’iniziativa, intitolata “Lacrime Furenti”, ha visto la partecipazione di diverse associazioni e famiglie che hanno espresso dolore e richiesto giustizia per i loro cari. Tra i partecipanti, la mamma di Pamela Mastropietro, la 18enne romana violentata e uccisa a Macerata nel 2018, e il papà di Yana Malaiko, assassinata a Roma nel 2023. L’evento ha visto la consegna di un documento alle istituzioni con proposte di riforme legislative e misure concrete per contrastare la violenza.

Un appello per riforme e prevenzione

La manifestazione ha avuto come obiettivo principale sensibilizzare istituzioni e società civile affinché nessuno si volti dall’altra parte. I familiari hanno chiesto prevenzione concreta e riforme incisive in ambito scolastico, legale e sociale. Tra le richieste, anche pene proporzionate alla gravità del reato e maggiore certezza della pena. “C’è bisogno di tante cose, di tutela per le vittime e per i familiari, maggiore attenzione per le vittime”, ha sottolineato Alessandra Verni, la mamma di Pamela Mastropietro. L’evento è stato promosso dall’associazione You are not alone Odv (Y.A.N.A.) e dall’associazione Pamela Mastropietro Odv, con la collaborazione di altre realtà associative.

Storie diverse, dolore condiviso

Le famiglie presenti hanno condiviso storie diverse, ma legate dal dolore per quanto accaduto a un proprio caro e dalla sete di verità e giustizia. Tra i partecipanti, anche la mamma di Elena Aubry, morta in un incidente in moto nel 2018, e Elisabetta Casini, mamma di Lorenzo, che non ha mai creduto al suicidio del figlio. “Un figlio non si archivia, siamo qui per dire questo”, ha detto Elisabetta. Anche Maria Vicenzino, madre di Massimo Alessio Melluso, non si arrende alla ricostruzione del suicidio e continua a chiedere giustizia e verità.

La manifestazione ha visto la partecipazione di familiari di vittime di ogni tipo di violenza, non solo femminicidi. Le foto dei loro cari sono state esposte in piazza per dare voce a chi non è più qui. “Io sono morto il 20 gennaio 2023, il giorno in cui Yana fu assassinata, ma per ricordare mia figlia vorrei salvare vite”, ha detto Oleksandr Malaiko, papà di Yana. L’evento ha visto la partecipazione di famiglie che, attraverso la lotta, sperano di cambiare la situazione e di creare una forza per contrastare la violenza.