La Fifa propone una “privatizzazione” dei Mondiali, un progetto che preoccupa l’Uefa e le federazioni nazionali
La Fifa propone una “privatizzazione” dei Mondiali, un progetto che preoccupa l’Uefa e le federazioni nazionali

La Fifa ha annunciato un progetto ambizioso che potrebbe cambiare radicalmente il futuro del calcio mondiale: la “privatizzazione” dei Mondiali attraverso l’introduzione di capitali esterni. L’idea, che ha suscitato reazioni forti da parte di istituzioni e federazioni, prevede la creazione di una nuova società, la Fifa Forward Enterprise (Ffe), con un valore stimato a 20 miliardi di dollari. L’obiettivo è vendere una quota del 20-30% di questa entità a investitori privati, tra cui la famiglia di Donald Trump e Joshua Kushner, fratello del genero del presidente statunitense. La notizia, rivelata in esclusiva dal Financial Times, ha scatenato una reazione immediata da parte di organizzazioni come l’Uefa e le federazioni nazionali, che considerano il piano un passo troppo radicale per il calcio.
Un piano che potrebbe trasformare il calcio mondiale
Secondo il Financial Times, la Fifa intende creare una società commerciale separata, la Ffe, che gestirà le attività commerciali e gli eventi legati ai Mondiali. La Fifa, tuttavia, mantenerebbe il controllo esclusivo su questa entità, assicurando che le decisioni sportive e regolamentari restino sotto il suo dominio. Il piano prevede che le federazioni nazionali ricevano fondi eccezionali per i prossimi anni, con un incremento progressivo fino a 24 milioni di dollari per il periodo 2035-38. Tuttavia, la mancanza di trasparenza su chi ne ricaverebbe un vantaggio finanziario ha suscitato preoccupazioni.
La Fifa non intende cedere il controllo del calcio
La Fifa, attraverso il presidente Gianni Infantino, ha chiarito che il progetto non comporta la cessione del controllo del calcio, ma piuttosto la creazione di una struttura commerciale separata. L’obiettivo è liberare il potenziale commerciale del calcio, aumentando i ricavi per le federazioni e i club. Tuttavia, la mancanza di un dibattito pubblico e la velocità con cui il piano è stato rivelato hanno alimentato le critiche. L’Uefa, in una nota, ha definito il progetto “una questione estremamente seria” e ha ribadito che “l’anima e la governance del calcio non sono beni da negoziare”. La federazione europea ha anche minacciato il boicottaggio dei Mondiali se il piano dovesse andare a buon fine.
La famiglia Trump e i potenziali investitori
La famiglia di Donald Trump, in particolare Joshua Kushner, fratello del genero del presidente statunitense, è tra i potenziali acquirenti del 20% della Ffe. Il Financial Times ha rivelato che Kushner, attraverso la sua società Thrive, potrebbe guidare un gruppo di investitori interessati a questa partecipazione. Tuttavia, il portavoce della Fifa ha precisato che Jared Kushner non è un investitore, ma il piano è stato inizialmente circolato con il suo nome. La Fifa ha anche chiarito che gli investitori non avranno alcun ruolo operativo nella gestione del calcio, ma solo una quota di minoranza in una società controllata.

Le reazioni internazionali e le preoccupazioni
Le reazioni sono state durissime, non solo da parte dell’Uefa, ma anche da parte di governi e federazioni nazionali. Il commissario UE allo Sport, Glen Micallef, ha espresso preoccupazione per l’inarrestabile commercializzazione del calcio, sottolineando che “il successo commerciale deve rafforzare il calcio, non divorarlo”. Inoltre, la Football Association inglese ha espresso profonda preoccupazione e ha ammesso di essere “completamente all’oscuro” del piano. La federazione ha chiesto un confronto significativo con leghe, club, calciatori e tifosi prima di prendere una posizione definitiva.
Le implicazioni per il futuro dei Mondiali
Il piano di Infantino potrebbe portare a cambiamenti significativi nel formato dei Mondiali. Secondo il Financial Times, l’idea potrebbe comportare una frequenza maggiore, con un allargamento del numero di squadre partecipanti, potenzialmente fino a 64. Inoltre, potrebbe essere introdotta una gestione più commerciale, con un focus su massimizzare i profitti. Tuttavia, la mancanza di un dibattito pubblico e la velocità con cui il piano è stato rivelato hanno alimentato le critiche. La Fifa ha cercato di chiarire che gli investitori non avranno alcun ruolo operativo, ma la mancanza di trasparenza continua a suscitare preoccupazioni.
