Fine vita, il cardinale Zuppi: «La Chiesa è contraria, ma la politica decida»
Il cardinale Zuppi e Luca Zaia discutono il fine vita: Chiesa contraria, ma la politica deve decidere.

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Il cardinale Matteo Maria Zuppi e Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, hanno discusso in un video-podcast il tema del fine vita, con un tono rispettoso ma schietto. Il cardinale, al vertice della Conferenza episcopale italiana, ha espresso la contrarietà della Chiesa all’eutanasia e al suicidio assistito, sottolineando che il diritto vero è la cura, non la fine del trattamento vitale. Zaia, invece, ha riconosciuto la complessità del tema e ha sottolineato l’importanza di una legge che rispetti le esigenze dei malati. Entrambi hanno concordato che la politica dovrà prendere una decisione, anche se il dibattito è rimandato da anni.
La Chiesa contraria, ma la politica decida
Il cardinale Zuppi ha chiarito che per la Chiesa il fine vita non è un diritto, ma un impegno di vicinanza e cura. «La Chiesa è e resta contraria all’eutanasia e anche al suicidio assistito», ha detto, ricordando che la Corte Costituzionale ha demandato al Parlamento una legge, ma sette anni dopo essa non è ancora arrivata. Il ruolo della Chiesa è ricordare i princìpi con molta chiarezza e i politici devono trarre da questo le decisioni conseguenti. Zaia, invece, ha riconosciuto la sofferenza e la disperazione di alcuni malati, ma ha sottolineato che la legge deve essere fatta, non procrastinata.
Disposizioni anticipate e accanimento terapeutico
Nel dibattito, il cardinale ha sostenuto l’approvazione delle Disposizioni anticipate di trattamento, considerate una legge troppo poco applicata, ma ha espresso opposizione all’accanimento terapeutico, che ritiene pericoloso e inutile. «È pericolosissimo, sono sofferenze inutili», ha detto, sottolineando l’importanza di una legge che rispetti la dignità del malato. Zaia ha riconosciuto la necessità di una legge, ma ha anche espresso preoccupazione per la differenza di trattamento tra le Regioni e per il rischio che chi decide sia il giudice.
Il dialogo tra Zuppi e Zaia ha evidenziato una convergenza su alcuni punti, come il rispetto per il malato e la necessità di una legge. «Nello spirito costituente, i partiti che in alcuni casi quasi si ammazzavano, nel confronto hanno scelto un fondamento comune», ha detto Zuppi, augurandosi che questa convergenza cresca. Entrambi hanno riconosciuto la complessità del tema e l’importanza di un dibattito aperto e rispettoso. Il cardinale ha anche risposto a una domanda su cosa direbbe a un malato terminale che vuole chiedere il fine vita. «Bisogna partire dal rispetto», ha detto, sottolineando l’importanza di accompagnare il malato nel suo ultimo tratto di vita con vicinanza, tenerezza e parole. «Togliamo la sofferenza e manteniamo l’umanità, anche nella fragilità», ha concluso, rafforzando l’idea che la Chiesa non si oppone al fine vita, ma si impegna a non abbandonare il malato.
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