Focolaio di morbillo in New York, governatrice dichiara emergenza e critica politiche no vax di Trump
Emergenza sanitaria per focolaio di morbillo in New York, governatrice critica politiche no vax di Trump.
Nel 2026, un focolaio di morbillo ha colpito la regione rurale dei Finger Lakes, a nord di New York, spingendo la governatrice Kathy Hochul a dichiarare lo stato di emergenza sanitaria. L’epidemia, che ha causato 5 decessi e circa 3.900 casi registrati, ha messo in luce una crisi di copertura vaccinale e una crescente diffidenza verso le politiche sanitarie, in particolare quelle promosse dall’amministrazione Trump. La governatrice ha sottolineato che la malattia, che era stata eliminata negli Stati Uniti nel 2000, sta tornando a minacciare la salute pubblica a causa di una riduzione dei tassi di immunizzazione.
Scetticismo e politiche no vax
La politica vaccinale degli Stati Uniti, basata sulle legislazioni degli stati, è rimasta invariata, ma l’amministrazione Trump ha contribuito a diffondere scetticismo e sfiducia. Nel 2025, il segretario della Salute, Robert Kennedy Jr., ha licenziato i 17 membri del comitato consultivo del Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), sostituendoli con esperti noti per le loro posizioni critiche sui vaccini. Questo ha portato a una revisione del calendario vaccinale, riducendo da 17 a 11 le vaccinazioni raccomandate e togliendo quelle contro rotavirus, Covid, influenza, meningococco, epatite A e B.
La riduzione delle vaccinazioni è stata giustificata come una “decisione clinica condivisa” tra genitori e medici, un approccio che ha favorito la scelta individuale e ha alimentato il dibattito sulle politiche no vax. Nonostante le proteste, il vaccino contro il morbillo è rimasto nella lista, ma il messaggio generale era chiaro: la vaccinazione era una scelta facoltativa. Questo atteggiamento ha avuto conseguenze dirette, con un aumento esponenziale dei casi di morbillo.
La riduzione delle vaccinazioni ha creato condizioni favorevoli per la diffusione della malattia.
Risposta governativa e battaglia legale
La governatrice Hochul ha risposto con un piano di emergenza, autorizzando farmacisti, paramedici e sanitari a somministrare vaccini per contenere l’ondata di contagi. La copertura vaccinale dei bambini della scuola materna ha toccato il 92,4%, un livello inferiore al 95,2% del 2020. Le comunità rurali isolate, in particolare quelle con credenze naturalistiche, libertarie o religiose, hanno registrato tassi di vaccinazione ancora più bassi, contribuendo alla diffusione della malattia.
La battaglia legale sulle politiche vaccinali ha visto un giudice federale bloccare la riforma del Cdc, annullando le decisioni del comitato rifatto a immagine di RFK Jr. e ripristinando le linee precedenti. Nonostante la sentenza, la percezione del sistema vaccinale è cambiata, con un aumento dei casi di morbillo che ha portato a un’emergenza sanitaria in New York. La governatrice ha mobilitato il personale sanitario per ripristinare la normalità, ma il problema rimane un segnale di allarme per l’intero paese.
La crisi vaccinale in New York non è un evento isolato, ma parte di un quadro più ampio di scetticismo e politiche no vax.
Il morbillo è un caso esemplare, perché la malattia era stata eliminata negli Stati Uniti nel 2000, quando non fu registrato alcun caso per un anno intero. Dopo anni di controllo, i numeri sono tornati a salire, con 4.200 casi registrati nel 2025 e 3 morti. Nel 2026, i casi sono saliti a 3.900, con 5 decessi, i peggiori degli ultimi trent’anni. Questo aumento è correlato alla riduzione della copertura vaccinale, che ha creato condizioni favorevoli per la diffusione della malattia. La crisi vaccinale in New York non è un evento isolato, ma parte di un quadro più ampio di scetticismo e politiche no vax che hanno influenzato la salute pubblica. La governatrice Hochul ha dichiarato l’emergenza sanitaria, ma il problema richiede una risposta a livello nazionale, con un rafforzamento delle politiche vaccinali e una maggiore sensibilizzazione sulle conseguenze della non vaccinazione.
