Fotovoltaico, crescono impianti medi e grandi mentre il residenziale cala del 23%

Nel primo semestre 2026 il fotovoltaico italiano raggiunge 3.093 MW. Aumenta l’utility scale, ma gli impianti domestici segnano una contrazione significativa. Analisi Italia Solare sui dati Terna.

Pannelli solari su tetto abitativo e impianto industriale in campo aperto, confronto visivo tra piccolo e grande scale
Pannelli solari su tetto abitativo e impianto industriale in campo aperto, confronto visivo tra piccolo e grande scale

Nel primo semestre 2026, il fotovoltaico italiano accelera ancora, ma con un cambio di marcia nei volumi e nelle dimensioni degli impianti. Le installazioni totali raggiungono 3.093 megawatt, in crescita rispetto ai 2.808 megawatt dello stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, questo incremento di potenza nasconde una trasformazione strutturale del mercato: il residenziale perde il 23% della sua capacità, scendendo da 725 a 556 megawatt, mentre compensano questa flessione gli impianti di taglia media e grande, destinati a aziende e produttori di energia. L’analisi emerge dalle elaborazioni di Italia Solare sui dati Gaudì di Terna, che fotografa uno scenario dove il solare domestico cede terreno rispetto agli anni precedenti.

Una concentrazione crescente sugli impianti più grandi

La tendenza più marcata riguarda la polarizzazione del mercato verso le installazioni di dimensioni superiori. Gli esperti di Italia Solare segnalano che i dati del primo semestre confermano un mercato sempre più concentrato negli impianti solari di taglia media e grande. Le due classi dell’utility scale, quelle destinate ai grandi produttori, registrano incrementi sostanziali: gli impianti tra 1 e 10 megawatt crescono da 610 a 731 megawatt, mentre quelli superiori ai 10 megawatt aumentano da 528 a 651 megawatt. È un fenomeno che riflette i cambiamenti normativi e gli incentivi che, negli ultimi anni, hanno favorito investimenti su scala industriale rispetto alle piccole installazioni domestiche.

La contrazione del residenziale non deve essere sottovalutata, nonostante il contesto generale di crescita. Il ridimensionamento degli impianti destinati alle famiglie segnala un mutamento nei dinamismi dell’adozione domestica del solare, che potrebbe dipendere da fattori quali la saturazione di certe aree geografiche, l’esaurimento degli incentivi locali o la variazione delle condizioni economiche per i piccoli investitori. Il commerciale e l’industriale (C&I) compensano comunque il calo attraverso una crescita robusta, mantenendo il settore in territorio positivo sul versante della potenza complessiva installata.

Gli accumuli trainano il mercato dello storage

Un elemento significativo del semestre emerge dall’espansione dei sistemi di accumulo energetico abbinati al fotovoltaico. La quasi totalità delle nuove connessioni in termini numerici è costituita da accumuli: 60.068 sistemi di storage rappresentano 914 megawattora di capacità e 470 megawatt di potenza. Questo dato evidenzia come il mercato abbia compreso l’importanza della batteria per massimizzare l’autoconsumo e la gestione della produzione solare nelle ore serali.

Parallelamente, crescono anche i sistemi stand-alone, cioè gli impianti solari con accumulo non connessi alla rete: nel semestre, otto nuovi impianti di questa tipologia hanno contribuito con 436 megawattora di capacità e 123 megawatt di potenza. La crescita dei sistemi stand-alone procede dunque in parallelo al rallentamento dello storage associato al fotovoltaico, sebbene su scala molto ridotta. Questo fenomeno potrebbe indicare una nicchia di mercato per zone non raggiunte dalla rete o per applicazioni specifiche dove l’indipendenza dalla distribuzione risulta strategica.

Sul fronte geografico, le regioni trainanti restano quelle tradizionali del Nord: Veneto con 306 megawatt, Emilia-Romagna con 305 megawatt, Piemonte con 286 megawatt. Nel Sud, Puglia raccoglie 218 megawatt e Lazio 215 megawatt, confermando una concentrazione maggiore nelle aree settentrionali.

Un aspetto critico riguarda il numero assoluto delle nuove connessioni, che è sceso da 50.513 a 38.660 impianti, registrando una riduzione del 31% rispetto al trimestre precedente. Sebbene gli impianti siano sempre meno, quelli connessi hanno dimensioni crescenti, confermando come il mercato si stia riorganizzando intorno a progetti di scala superiore, con minore frammentazione ma maggiore concentrazione di capitale e risorse tecniche.