Francia e Germania raggiungono accordo su taglio CO2 e carburanti rinnovabili

Francia e Germania raggiungono accordo su taglio CO2 e carburanti rinnovabili per il 2035

Francia e Germania hanno raggiunto un accordo su due temi chiave per il futuro dell’automotive europeo: il taglio del 90% delle emissioni di CO2 entro il 2035 e l’introduzione di normative per i carburanti rinnovabili anche dopo tale data. L’intesa, ufficializzata con una dichiarazione congiunta dopo un incontro bilaterale tra Emmanuel Macron e Friedrich Merz, mira a sbloccare i negoziati in corso a Bruxelles sul pacchetto automotive e sull’Industrial Accelerator Act, che prevede una “preferenza europea” per la produzione locale.

Obiettivo climatico e tecnologico

Il taglio del 90% delle emissioni di CO2 entro il 2035 rappresenta un obiettivo ambizioso, che si basa sui livelli del 2021. Questo target, confermato dall’accordo, influenzerà direttamente le scelte industriali dei costruttori, dagli investimenti su nuove tecnologie a quelle su elettrico e combustibili alternativi. L’obiettivo è anche un passo verso l’“apertura tecnologica”, un concetto richiesto da diversi Paesi, tra cui l’Italia, per permettere più strade di sviluppo, purché coerenti con gli obiettivi ambientali. La normativa sancisce un’apertura tecnologica, che permette di non vincolare il settore a una sola soluzione, lasciando spazio a diverse tecnologie, purché rispettino gli obiettivi climatici. Questo approccio è visto come un passo importante per rafforzare l’industria europea e la capacità produttiva interna, attraverso la “preferenza europea”, un insieme di criteri che orienta le scelte a favore della produzione locale.

Carburanti rinnovabili e immatricolazione

Un altro aspetto centrale dell’accordo è la normativa relativa ai carburanti rinnovabili. L’intesa prevede che, anche dopo il 2035, saranno ammessi veicoli alimentati con carburanti a zero emissioni di CO2. Questo significa che, in futuro, potranno essere immatricolati veicoli con motore a combustione interna, a patto che siano alimentati con combustibili che non emettono CO2. L’immatricolazione, in termini semplici, indica la registrazione del veicolo che ne permette la circolazione su strada, e definire cosa può essere immatricolato dopo una certa data significa stabilire quali tipi di auto potranno continuare a essere vendute e utilizzate nell’Unione europea.

La normativa mira a sancire a livello normativo “un’apertura tecnologica”, richiesta “a gran voce” dalla Germania ma anche dall’Italia. L’intesa punta a garantire “giuridicamente” che anche dopo il 2035 possano continuare a essere immatricolati veicoli con motore a combustione interna, a condizione che siano alimentati esclusivamente con carburanti a emissioni zero di CO2. Un punto chiave dell’accordo riguarda il calcolo delle emissioni: il taglio del 90% di CO2 entro il 2035 viene confermato senza compensazioni da parte dei produttori, tenendo conto del “crescente uso di carburanti rinnovabili” sul mercato. I carburanti rinnovabili, prodotti in base a criteri che riducono l’impatto climatico rispetto ai combustibili tradizionali, potranno contribuire a ridurre le emissioni, permettendo a una parte della flotta di continuare a utilizzare motori a combustione, ma con un impatto ambientale minore.

Questo accordo rappresenta un passo avanti per l’industria automobilistica europea, che cerca di equilibrare obiettivi climatici e sviluppo tecnologico, senza rinunciare alla capacità produttiva interna. L’obiettivo dichiarato è creare una “prospettiva a lungo termine per le tecnologie a combustione interna e rafforza l’apertura tecnologica”, un concetto che potrebbe influenzare le politiche future dell’Unione europea.