Trump e Putin siglano accordo sul diesel, UE: “Non allentiamo pressione sulla Russia”

Trump e Putin siglano accordo sul diesel, Ue: “Non allentiamo pressione sulla Russia”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato un accordo con il leader russo Vladimir Putin per la fornitura di diesel russo sul mercato internazionale, dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rifiutato di interrompere gli attacchi alle raffinerie russe. L’accordo, presentato da Trump come una misura per ridurre i prezzi del gasolio a livelli record, prevede l’immissione di 4,8 milioni di tonnellate di diesel russo nel corso del 2026, con consegne in tre fasi: 300mila tonnellate immediatamente, 500mila a novembre e un milione successivamente. La decisione arriva dopo che Zelensky aveva ignorato circa sei richieste di interrompere i raid contro le infrastrutture petrolifere russe.

La crisi energetica russa e la guerra dei droni

La crisi energetica russa, in particolare per quanto riguarda la produzione di diesel, ha visto un calo significativo negli ultimi mesi. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, a giugno la lavorazione del greggio nelle raffinerie russe era scesa a 3,8 milioni di barili al giorno, il minimo da oltre vent’anni, mentre la produzione di diesel risultava inferiore di quasi il 30% rispetto al 2025. La guerra dei droni, condotta dall’Ucraina contro le raffinerie russe, ha colpito un nervo scoperto dell’economia russa, riducendo drasticamente le capacità produttive e le esportazioni. La Russia ha imposto restrizioni alle vendite estere per difendere i rifornimenti interni, ma la campagna ucraina ha reso il diesel un prodotto scarsamente disponibile sul mercato globale.

La decisione di Trump, presentata come una misura per ridurre i prezzi dell’energia, arriva mentre la campagna ucraina contro gli impianti di raffinazione sta producendo danni tangibili. L’effetto concreto dell’accordo è visibile: una deroga americana sul diesel russo senza un cessate il fuoco energetico reciproco. La Casa Bianca sostiene di voler favorire una soluzione politica, ma l’effetto concreto è già visibile: una deroga americana sul diesel rusco senza un cessate il fuoco energetico reciproco.

Le sanzioni americane e la deroga al diesel

Gli Stati Uniti hanno cancellato le sanzioni energetiche contro Mosca e hanno concluso un accordo per la fornitura di diesel russo, aprendo una deroga specifica sul prodotto che i bombardamenti ucraini e le restrizioni russe avevano reso scarso. Il Tesoro americano ha emesso la General License 135, che autorizza fino al 7 aprile 2027 operazioni legate alla vendita, consegna e importazione di diesel russo. Non vengono abolite tutte le sanzioni, ma viene aperta una deroga precisa sul prodotto che ha visto un calo di disponibilità. L’accordo non ripara gli impianti danneggiati né assicura le quantità promesse, ma riduce un ostacolo alle esportazioni russe proprio nel momento di maggiore difficoltà e di maggiore disponibilità negoziale.

La decisione di Washington non coincide con gli interessi di Kyiv, che vede nel diesel un strumento di pressione economica. Mentre Kyiv cerca di stringere il collo di bottiglia della raffinazione russa, Washington offre a Mosca un canale commerciale per valorizzare il carburante ancora disponibile. Il paradosso sta qui: mentre Kyiv cerca di stringere il collo di bottiglia della raffinazione russa, Washington offre a Mosca un canale commerciale per valorizzare il carburante ancora disponibile.

L’Unione Europea, attraverso l’Alta rappresentante per la politica estera e la sicurezza Kaja Kallas, ha ribadito che non è il momento di allentare la pressione sulla Russia. “La sospensione delle sanzioni sul gasolio russo garantisce a Mosca maggiori entrate da destinare al finanziamento della guerra”, ha dichiarato Kallas. L’Europa sta riducendo la propria dipendenza dai combustibili fossili russi e continuerà a farlo con determinazione. L’UE non vuole alimentare la guerra della Russia contro l’Ucraina e ritiene necessario un cessate il fuoco che tuteli le forniture alimentari globali e le infrastrutture energetiche in Ucraina e in Russia.