GemellArte 2026: aperta la call per due residenze tra Terni e Saint-Ouen
GemellArte 2026 apre la call per due residenze artistiche tra Terni e Saint-Ouen, con focus su arte pubblica e cooperazione culturale.
La call per le residenze artistiche di GemellArte 2026 è aperta fino al 30 ottobre 2026. Il progetto, giunto all’ottava edizione, selezionerà un artista italiano e un artista francese che lavoreranno rispettivamente a Terni e a Saint-Ouen-sur-Seine, in un’esperienza di scambio culturale tra Italia e Francia. L’obiettivo è creare interventi site specific di arte pubblica, pensati in relazione con il contesto urbano e con le comunità che lo abitano. La scelta del tema “Senza Titolo” mira a lasciare agli artisti la libertà di definire forma e significato delle opere a partire dall’esperienza della residenza.
Residenze in due città gemellate
La residenza dell’artista italiano a Saint-Ouen-sur-Seine si svolgerà dal 10 al 20 novembre, con vernissage il 21 novembre. A Terni, invece, l’artista francese lavorerà dal 17 al 27 novembre, con inaugurazione dell’opera il 28 novembre. L’intervento a Terni sarà realizzato sulla parete del sottopasso di viale Borzacchini, mentre a Saint-Ouen l’opera troverà posto su una parete in rue des Rosiers, all’angolo con avenue Michelet. L’obiettivo è creare opere permanenti che rimangono a disposizione della città, come testimonianza del lavoro svolto durante la residenza.
Il valore del progetto risiede nelle opere che rimangono e nelle relazioni che nascono intorno a esse. La richiesta agli artisti è quella di confrontarsi con la storia, la composizione sociale e le trasformazioni urbane dei luoghi, evitando la semplice sovrapposizione di un’opera a uno spazio già dato. «Con GemellArte i gemellaggi che legano tra loro città italiane e francesi non restano un richiamo formale, ma diventano una pratica viva di cooperazione culturale», afferma Chiara Ronchini, direttrice artistica del Festival.
Un progetto con radici e futuri
GemellArte nasce nel 2019 dal gemellaggio tra Terni e Saint-Ouen-sur-Seine, trasformando una relazione istituzionale in un programma di cooperazione culturale. Il format prevede ogni anno uno scambio di residenze: un artista italiano vive e lavora in Francia, mentre un artista francese compie il percorso inverso a Terni. Il contatto con il territorio, con le istituzioni e con le persone diventa parte del processo di realizzazione dell’opera. Nel corso delle diverse edizioni il festival ha costruito una mappa di interventi permanenti nelle due città, utilizzando l’arte pubblica come strumento per aggiornare il significato stesso del gemellaggio.
Il titolo curatoriale scelto per il 2026 è “NO TITLE / SANS TITRE”, nel senso letterale del termine: nessun tema prestabilito da interpretare, ma una cornice volutamente aperta. L’idea è quella di lasciare agli artisti il compito di individuare direzione e contenuti delle opere a partire dall’esperienza della residenza. «Non abbiamo voluto consegnare un tema da illustrare, ma lasciare che siano la ricerca, l’incontro con i luoghi e l’esperienza della residenza a suggerire una forma e un significato», spiega Chiara Ronchini. Quest’anno, il progetto si svolge sotto l’Alto Patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia e dell’Institut français Italia, con i patrocini di Regione Umbria, Comune di Terni, Camera di Commercio dell’Umbria, Camera di Commercio Italo-Francese, Istituto Italiano di Cultura a Parigi e Università Sorbona. Tra le novità, l’ingresso di ARCI Terni come partner strategico, accanto al CAOS – Centro Arti Opificio Siri e agli altri soggetti coinvolti nel progetto.
