Graziano Mariani, sindaco di Senigallia e padre delle grandi riqualificazioni, si è spento a 75 anni

Senigallia piange la scomparsa del sindaco Graziano Mariani, noto per le riqualificazioni e l’attenzione al tema del lavoro.

Senigallia in lutto per la scomparsa del sindaco Graziano Mariani, noto per le riqualificazioni e l'attenzione al tema del lavoro
Senigallia in lutto per la scomparsa del sindaco Graziano Mariani, noto per le riqualificazioni e l’attenzione al tema del lavoro

Un sindaco che ha trasformato Senigallia

Graziano Mariani, ex sindaco di Senigallia, si è spento a 75 anni, lasciando un segno indelebile nella città. Conosciuto come un uomo di governo e di azione, Mariani ha guidato la città tra il 1990 e il 1998, portando avanti progetti di riqualificazione che hanno cambiato l’aspetto e la qualità della vita dei senigalliesi. Tra le opere più ricordate, il recupero del Teatro La Fenice, la riqualificazione del Foro Annonario, la costruzione della piscina comunale e la trasformazione del Lungomare Mameli. Le sue iniziative hanno lasciato un patrimonio tangibile per la comunità. Il suo mandato ha visto l’avvio di importanti interventi come la riqualificazione dell’ex Gil, la bonifica dell’area Sacelit Cementi e il potenziamento della rete di distribuzione del metano, contribuendo a migliorare la qualità della vita di tanti cittadini.

Un uomo di istituzioni e di umanità

Mariani è stato non solo un sindaco, ma anche un sindacalista e presidente della Camera del Lavoro. Ha sempre posto al centro il tema del lavoro, con un impegno che ha contraddistinto la sua carriera. La sua capacità di ascoltare e di mettere le persone a proprio agio lo ha reso un punto di riferimento per molti. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo nella comunità, come ha espresso il consigliere regionale Maurizio Mangialardi, che ha ricordato la sua umanità e il suo senso di giustizia. L’uomo aveva 75 anni ed era rimasto in carica dal 1990 al 1998, distinguendosi come precursore assoluto nel riuscire a instaurare una tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano.

La città di Senigallia, con il suo senso di comunità, ha accolto con tristezza la scomparsa di un uomo che ha dato tanto. La sua figura rimarrà impressa nella memoria di chi lo ha conosciuto e di chi ha beneficiato dei suoi progetti. La moglie Fiammetta, la figlia Federica e l’amato nipote sono i suoi ultimi parenti, ma la sua eredità vive nei luoghi che ha trasformato e nelle persone che ha aiutato. La sua scomparsa è un momento di riflessione per una città che ha visto crescere grazie a un uomo di visione e di servizio.

La notizia come era facilmente prevedibile ha lasciato con un profondo senso di tristezza tutta la città. Mangialardi si è lasciato andare a dei ricordi personali: «Entrai in Consiglio comunale nel 1994, proprio durante il suo mandato da sindaco. Erano anni intensi e complessi e trovai in Graziano un amministratore autorevole, un uomo equilibrato e un punto di riferimento. In Aula fu sempre corretto, leale e rispettoso del confronto istituzionale. Negli anni il nostro rapporto si è trasformato in una sincera amicizia. Non è mai mancato il suo sostegno, così come i suoi consigli, sempre discreti ma preziosi, ogni volta che mi sono trovato ad affrontare scelte importanti. Il suo unico interesse era il bene di Senigallia. Con la sua scomparsa – conclude – perdiamo un grande sindacalista, un amministratore lungimirante, un uomo delle istituzioni che ha interpretato la politica come servizio e una persona di grande umanità».

Un tema, quello appena citato del lavoro, che è sempre stato al centro della sua attenzione. Lascia la moglie Fiammetta, la figlia Federica e l’amato nipote. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo nella comunità. La sua capacità di reperire finanziamenti europei, nazionali e regionali e di trasformarli in progetti concreti ha cambiato il volto di Senigallia e ha reso la città un esempio di trasformazione e di progresso.