Una guerra di posizioni tra estremi nella destra britannica
Una guerra di posizioni tra estremi nella destra britannica, con Farage e Lowe in una lotta per il controllo del movimento.

Una guerra di posizioni si sta scatenando all’interno della destra radicale britannica, tra Nigel Farage e Rupert Lowe, due leader che pur provenendo da un unico partito si sono divisi in due fazioni con idee e strategie diametralmente opposte. La situazione, descritta come una telenovela politica, ha creato scompiglio e tensioni all’interno del movimento, con il rischio di frammentazione e perdita di consenso. La proposta di alleanza da parte di Lowe, leader di Restore Britain, ha suscitato reazioni contrastanti, con Farage costretto a fingere interesse per non perdere terreno.
Una proposta che nasconde una trappola
Rupert Lowe, leader di Restore Britain, ha lanciato una proposta di alleanza con Nigel Farage, leader di Reform UK, in un tentativo di unire le forze per aumentare la possibilità di vincere le prossime elezioni del 2029. La mossa, però, è stata vista come una trappola, visto che Lowe, pur essendo un politico estremo, ha posto condizioni molto problematiche. Tra queste, l’espulsione di massa dei richiedenti asilo, il divieto dei burqa e la reintroduzione della pena di morte, elementi che potrebbero alienare l’elettorato moderato e ridurre il consenso di Reform.
Le condizioni di Lowe mettono in pericolo la stabilità di Reform. La sua offensiva è stata accompagnata da un video di 12 minuti in cui propone a Farage di mettere da parte il passato per unire le forze. Tuttavia, il leader di Restore Britain ha sbugiardato Farage pubblicando uno screenshot di un messaggio in cui Farage aveva promesso di chiamarlo ma non l’ha fatto.
Un rapporto in crisi e un passato di conflitti
La relazione tra Farage e Lowe è segnata da anni di tensioni e conflitti. Lowe, ex presidente del Southampton, era stato uno dei cinque parlamentari eletti da Reform alle elezioni del 2024, ma i dissidi con Farage erano iniziati subito dopo la fondazione del partito. Lowe ha fatto dichiarazioni troppo estremiste persino per gli standard di Reform, che teorizza espulsioni di massa dei richiedenti asilo e ora ha proposto di mandare le navi della marina militare a bloccare le imbarcazioni di fortuna dei migranti nel canale della Manica.
La rottura tra i due è avvenuta nel 2025, con l’intromissione di Elon Musk. Lowe ha intercettato i favori dell’imprenditore statunitense, che ha accusato Farage di essersi rammollito. La situazione si è aggravata quando Lowe ha sostenuto che Reform era solo un partito di protesta e che Farage si comportava da messia, portandolo a essere sospeso e segnalato alla polizia per minacce. La recente offerta di pace di Lowe è vista come una mossa strategica per mettere Farage in una posizione di dipendenza. Se Farage accetterà l’offerta, si troverà trascinato sulle posizioni estreme di Lowe, che potrebbero danneggiare il consenso di Reform. Se invece la rifiuterà, rischia di alienare i consensi della base originaria e più conservatrice.
La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che Farage è in una fase delicata, con i suoi consensi che risentono degli scandali sui fondi non dichiarati per cui è indagato dalla commissione etica del parlamento. La sua risposta alle proposte di Lowe è stata conciliante, ma il leader di Restore Britain ha sbugiardato Farage pubblicando uno screenshot di un messaggio in cui Farage aveva promesso di chiamarlo ma non l’ha fatto.
