Infantino riceve sostegno di alleati, Uefa ha fretta ma boicottaggio non convince

La Uefa cerca di convincere Infantino a dimettersi, ma il boicottaggio non convince. Sostegno di alleati e tensioni internazionali.

Uefa e alleati di Infantino in tensione, boicottaggio non convince, sostegno di federazioni
Uefa e alleati di Infantino in tensione, boicottaggio non convince, sostegno di federazioni

La situazione intorno al presidente della Fifa Gianni Infantino si complica ulteriormente, con la Uefa che sembra spinta a trovare una soluzione rapida per il conflitto, ma senza successo. Il sostegno di diversi alleati, tra cui la Caf e una parte della Conmebol, conferma la posizione di Infantino, mentre il boicottaggio proposto da Uefa appare un’arma non efficace. La Uefa, pur avendo i numeri per proporre un voto di sfiducia, potrebbe non riuscire a vincere, soprattutto se il sostegno a Infantino rimane elevato. La Norvegia, attraverso la Federcalcio, ha annunciato un nuovo esposto al Comitato Etico della Fifa, aumentando la pressione su Infantino per le dimissioni. La situazione si complica ulteriormente con l’indagine del FBI su un dirigente argentino, che spera nell’aiuto di Trump per intercedere a favore di Infantino.

La Uefa ha fretta, ma il boicottaggio non convince

La Uefa, attraverso il presidente Aleksander Čeferin, sembra spinta a risolvere il conflitto prima delle elezioni del prossimo marzo. Tuttavia, il boicottaggio proposto non convince, soprattutto a causa della vicinanza del Mondiale femminile del 2027 in Brasile e del Mondiale U20 in Polonia. La Uefa non ha ancora fissato date né un paese organizzatore per il Mondiale per Club del 2029, rendendo la scelta un’arma comoda. Inoltre, il boicottaggio di un evento organizzato in Europa potrebbe essere difficile da realizzare, considerando l’importanza di tali competizioni per la confederazione. La Uefa punta quindi a convincere Infantino a dimettersi, indebolendo il suo cerchio ristretto di dirigenti fedeli.

La Uefa non ha ancora un piano concreto per il Mondiale per Club del 2029, il che lo rende una scelta poco impegnativa. Inoltre, la confederazione non ha espresso alcun commento sul Mondiale femminile in Brasile o sul Mondiale U20 in Polonia, eventi che potrebbero essere più significativi per il suo potere. La mancanza di una strategia chiara potrebbe indebolire ulteriore la posizione della Uefa nel conflitto.

Il sostegno di alleati e le tensioni internazionali

Il sostegno a Infantino arriva da diverse fonti, tra cui la Caf, che rappresenta le 54 federazioni africane, e una parte della Conmebol. La confederazione sudamericana, sebbene abbia emesso un comunicato critico verso il progetto Ffe, ha confermato che non sosterrà un voto di sfiducia. Inoltre, il Messico, che ha scelto di sostenere Infantino, si è opposto alla sua confederazione continentale, la Concacaf, mettendo in discussione la leadership di Victor Montagliani. L’Argentina, attraverso il presidente Claudio Chiqui Tapia, ha espresso un sostegno esplicito a Infantino, in vista delle ambizioni future per il Mondiale del 2030.

Il sostegno di federazioni come la Caf e la Conmebol rafforza la posizione di Infantino, anche se non è unanime. La Uefa, però, non sembra riuscire a convincere le federazioni a unirsi a una posizione unanime contro il presidente. La situazione si complica ulteriormente con l’indagine del FBI su un dirigente argentino, che spera nell’aiuto di Trump per intercedere a favore di Infantino.

La Uefa, pur avendo i numeri per un voto di sfiducia, potrebbe non riuscire a vincere, soprattutto se il sostegno a Infantino rimane elevato. La sua posizione è ulteriormente rafforzata dal fatto che molte federazioni non si sono ancora espressa, ma quelle che lo hanno fatto sono di più rispetto a quelle che lo hanno negato. La Uefa, però, non sembra riuscire a trovare una soluzione efficace, e il boicottaggio appare un’arma spuntata.