Intelligenza artificiale e rischi bancari: una sfida in accelerazione

L’intelligenza artificiale modifica i rischi per le banche, riducendo i margini di reazione. Un allarme di Accenture.

Banche e rischi tecnologici: un quadro di evoluzione rapida e complessità crescente
Banche e rischi tecnologici: un quadro di evoluzione rapida e complessità crescente

La velocità con cui l’intelligenza artificiale sta trasformando il settore bancario ha reso più complessi e veloci i rischi a cui gli istituti di credito sono esposti. Tommaso Petrillo, responsabile risk di Accenture per l’Italia e la Grecia, ha sottolineato come l’IA non solo modifichi i processi di innovazione, ma “cambi la natura e la velocità dei rischi” a cui il settore è sottoposto. Secondo il manager, i modelli di IA più avanzati riducono il tempo tra l’individuazione di una vulnerabilità e il suo sfruttamento, aumentando la scala delle minacce e riducendo i margini di reazione.

Un rischio in evoluzione

La gestione del rischio bancario, che include procedure, controlli e modelli per valutare e limitare esposizioni a diversi tipi di rischio, deve adattarsi a un contesto in cui i rischi tecnologici – compresi quelli generati o amplificati dall’IA – si evolvono più rapidamente. Petrillo ha evidenziato come la nuova ondata regolamentare si inserisca in uno scenario di rischio già in forte evoluzione, con una survey globale di Accenture che ha rilevato che quattro su cinque risk professionals ritengono che stiano emergendo rischi complessi e interconnessi con una velocità mai vista prima.

La velocità di evoluzione dei rischi tecnologici rende necessario un aggiornamento continuo delle strategie di risk management. Gli istituti di credito sono chiamati a valutare la propria esposizione ai rischi legati all’uso dell’IA, verificare l’adeguatezza dei presidi, identificare e prioritizzare i gap e definire un piano di intervento con responsabilità chiare, tempistiche e investimenti necessari.

La sfida della gestione del rischio

La sfida per le banche non si limita a soddisfare le prossime scadenze regolamentari, ma richiede una capacità permanente e trasversale di gestione del rischio. Petrillo ha sottolineato che la risposta a questa trasformazione deve coinvolgere competenze di risk management, tecnologiche e di business, integrate per anticipare i rischi e tradurli in decisioni operative. Il messaggio è chiaro: se l’IA accelera le minacce, gli intermediari finanziari devono evolvere i propri modelli di controllo, passando da un approccio reattivo a uno proattivo.

Le autorità di vigilanza stanno mostrando un crescente attivismo sul tema dei rischi legati all’IA. La Banca Centrale Europea, la Banca d’Italia e l’IVASS stanno concentrando l’attenzione su questi aspetti, con il Financial Stability Board che ha richiamato il G20 a prendere posizione. Questo segnale indica che l’impatto non è solo tecnologico, ma potenzialmente sistemico, in grado di influenzare la stabilità complessiva del settore finanziario. La complessità dei rischi complessi e interconnessi, in cui diversi fattori – tecnologici, operativi, normativi, reputazionali – si combinano, rende più arduo prevedere come un singolo evento possa propagarsi all’interno dell’organizzazione o del sistema finanziario. La gestione del rischio deve quindi diventare una competenza integrata, in grado di anticipare e gestire le minacce generate dall’IA.