Investigazioni interne all’Usl: due medici in gita con le amanti, due dipendenti denunciati per furti in farmacia
Investigazioni interne all’Usl hanno portato alla segnalazione di due medici per gite con amanti e due dipendenti per furti in farmacia.

Due medici sono stati segnalati per aver svolto gite con le amanti durante l’orario di lavoro, mentre altri due dipendenti sono stati denunciati per i furti alla farmacia dell’ospedale. L’indagine, condotta da detective privati incaricati dall’Usl, ha portato a scoperte inaspettate, ma sempre legate a segnalazioni interne. L’operazione, avviata nel 2025, ha visto l’uso di un’agenzia investigativa per un totale di 130mila euro, spesa giustificata con una delibera pubblica. La direzione dell’Usl aveva deciso di approfondire i casi emersi da segnalazioni interne, che indicavano un uso improprio delle strutture pubbliche.
Indagini mirate, non a campione
Le indagini non sono state condotte a campione o in modo casuale, ma mirate su segnalazioni specifiche. L’Usl ha spiegato che non è stata fatta una “indagine di massa”, né sono state acquisite informazioni su altri professionisti o pazienti. L’obiettivo era verificare l’uso corretto delle risorse e delle strutture. In due casi, le verifiche hanno rivelato “scappatelle” d’amore, con medici che si assentavano durante l’orario di lavoro per motivi non giustificati. I dipendenti non sono stati sottoposti a provvedimenti disciplinari per le relazioni personali, ma per non aver rispettato le norme contrattuali.
Furti in farmacia e segnalazioni interne
La decisione di affidarsi agli investigatori privati è partita da un fatto specifico: i furti di medicinali dalla farmacia dell’ospedale. Due infermieri sono stati segnalati alla Procura come probabili responsabili del furto o, quanto meno, di appropriazione indebita di medicinali. Dopo l’indagine, il contratto con l’agenzia è rimasto in corso, permettendo di approfondire altri quattro casi emersi da segnalazioni interne. Tra questi, due medici sono stati individuati per le gite con le amanti, mentre due dipendenti sono stati denunciati per i furti.
Il direttore generale Francesco Benazzi ha sottolineato la bontà delle decisioni prese, sottolineando che i nomi dei diretti interessati sono rimasti sempre riservati. La polemica è nata però dall’eco mediatica dei fatti, che ha reso pubblici alcuni episodi. Benazzi ha precisato che le indagini sono state puntuali e legate a segnalazioni interne, non a una campagna di controllo generale. L’Usl ha anche spiegato che non è stata fatta alcuna indagine su pazienti o professionisti non coinvolti, mantenendo la riservatezza necessaria per la gestione interna.
La relazione finale dell’indagine è custodita gelosamente dal responsabile dell’ufficio personale, e contiene tutti i dettagli degli episodi verificati. L’operazione ha portato a risultati concreti, ma ha anche sollevato questioni su come gestire le segnalazioni interne e la privacy dei dipendenti. L’Usl ha ribadito la sua posizione di trasparenza, ma senza mettere in discussione la riservatezza dei dati sensibili. Le indagini sono state sempre mirate e riservate, come ha ribadito il direttore generale Francesco Benazzi. Non è stata fatta alcuna indagine di massa, né sono state acquisite informazioni su altri professionisti o pazienti. L’obiettivo era verificare l’uso corretto delle strutture e delle risorse pubbliche, senza coinvolgere il pubblico.
