Jane Fonda e Gisèle Pelicot si abbracciano ai DVF Awards di Venezia: «Non sarò una vittima»
Jane Fonda e Gisèle Pelicot si abbracciano ai DVF Awards di Venezia, con un omaggio all’attrice francese per la sua forza e coraggio.

La diciassettesima edizione dei DVF Awards, premi dedicati alle donne che aiutano altre donne, si è svolta a Venezia, al teatro Goldoni, il 4 settembre 2026. Tra i momenti più significativi della serata, il momento di vicinanza tra Jane Fonda e Gisèle Pelicot ha suscitato un forte interesse. Le due icone del femminismo, provenienti da mondi lontani, si sono avvicinate durante la cerimonia, con un abbraccio e un bacio che ha simboleggiato un legame di solidarietà e rispetto. Jane Fonda, in particolare, ha espresso un profondo omaggio a Gisèle Pelicot, la sopravvissuta del processo di Avignone, definendola «incredibilmente coraggiosa, ha saputo dire: non sarò una vittima».
Un omaggio a una donna che ha rifiutato di essere vittima
Gisèle Pelicot, dopo un periodo di sofferenza e abusi, ha scelto di non rimanere nel ruolo di vittima. «Volevo passare ad altro, e soprattutto non vestire più i panni della vittima», ha dichiarato. La sua decisione di non permettere che il processo diventasse una terapia, ma un passaggio obbligato per la giustizia, ha rafforzato la sua posizione come donna in cerca di libertà e autodeterminazione. «Sono entusiasta di onorare donne che hanno il coraggio di lottare, la forza di sopravvivere e la leadership di ispirare», ha detto Diane von Furstenberg, organizzatrice dei premi, che li assegna dal 2010.
La sua storia, raccontata con forza e determinazione, ha trovato eco in Jane Fonda, che ha espresso profonda ammirazione per la sua coraggio.
La sua esperienza, raccontata con forza e determinazione, ha trovato eco in Jane Fonda, che ha espresso profonda ammirazione per la sua coraggio. «La rispetto moltissimo. È una donna incredibilmente coraggiosa. Essere capaci di dire: non sarò una vittima», ha detto l’attrice americana. Per Pelicot, il processo di Avignone ha rappresentato un momento di liberazione, un passo verso la pace interiore. «Ho capito, alla fine, che aveva davvero liberato la parola delle donne», ha commentato.
Un libro che ha trovato un pubblico fedele
Il libro di Gisèle Pelicot, che racconta la sua esperienza, è diventato un simbolo di speranza per molte donne. «Alcune mi dicono che lo tengono sul comodino, e quando non hanno il morale rileggono i passaggi in cui trovano ancora coraggio e forza», ha spiegato. Le lettere di ringraziamento continuano ad arrivare, testimonianza del suo impatto e della sua capacità di ispirare. «Senza di lei, venire qui da sola non avrebbe avuto senso», ha detto Pelicot, riconoscendo il ruolo fondamentale della sua amica e collaboratrice.
La serata, presentata da Tina Brown e Karlie Kloss, ha visto la partecipazione di altre figure di spicco, tra cui Mia Amor Mottley, Lynsey Addario e Wawira Njiru. Ogni premiata ha portato con sé una storia di coraggio e resilienza, unendo le loro esperienze per costruire un messaggio unico: il femminismo non è solo una battaglia, ma una forma di vita. Jane Fonda, con la sua voce e la sua storia, ha chiuso la serata con un omaggio a Gloria Steinem, la femminista con cui aveva fondato il Women’s Media Center. «Non dobbiamo votare qualcuno che ha bisogno di dimostrare la sua mascolinità», ha detto, guardando al presente e al futuro delle donne.
